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Modena: arriva la maxi-stangata: ora sono a rischio i servizi

di Davide Berti
Modena: arriva la maxi-stangata: ora sono a rischio i servizi

Se il Governo confermerà la manovra l’amministrazione dovrà correre ai ripari: mancate entrate pari al 6%. E la Fondazione calerà del 20% le erogazioni

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Tagli? Non solo. Maxi tagli. Una stangata destinata a lasciare il segno al punto che il Comune di Modena sta provando a correre ai ripari, almeno in fase di programmazione. Tralasciando i problemi di liquidità sugli investimenti già deliberati per il 2014(Expo e manutenzione stradale saranno coperti con tutta probabilità da un tesoretto derivante dalla Farmacie Comunali, vedi articolo a lato), nel 2015 il bilancio comunale dovrebbe vedere un calo ulteriore di risorse pari al sei per cento dell’intero bilancio, qualcosa come 12 milioni di euro. Se questa cifra fosse confermata, l’amministrazione dovrebbe prendere seri provvedimenti al punto da dover davvero, e per la prima volta in modo tangibile, rinunciare ad alcuni servizi.

Uno scenario che sta stretto a Muzzarelli, che ai suoi più fidi collaboratori ha già annunciato la sua personale battaglia con il premier Renzi su questo tema, proprio come sta cercando di fare l’Anci, che riunisce tutti i Comuni.

A sostegno della linea dei Comuni, in trincea insieme alle Regioni contro i tagli di spesa alle amministrazioni locali che dovrebbero garantire parte delle coperture della manovra 2015, il presidente Anci Fassino ha ricordato che la spesa degli enti locali è destinata «ad asili nido, assistenza agli anziani, trasporto pubblico, tutela ambientale, promozione culturale, e sostegno alle fasce di fragilità». E quando investono, i Comuni non puntano i soldi «in casinò, ma in infrastrutture e in interventi di modernizzazione delle città».

Ma è proprio sulla copertura di quei servizi che il Comune potrebbe essere costretto ad agire.

Tanto per capire, abbiamo provato a fare alcune proiezioni per dare ai numeri anche un senso: 12 milioni di euro sono il 6 per cento del bilancio comunale, un quarto di ciò che il Comune spende nel capitolo istruzione. Se dovessero mancare quei soldi vorrebbe dire che un bambino su quattro non troverebbe spazio a scuola nella fascia 0/6 anni, cioè asili nido e scuole materne. Oppure un bambino disabile su quattro non avrebbe più la possibilità di essere affiancato da una insegnante di sostegno.

Passando ai servizi sociali, vorrebbe dire che un anziano su quattro rimarrebbe senza posto in una struttura, che un disabile su quattro non potrebbe essere assistito, con problemi riguardo anche sull’assistenza domiciliare e sui contributi per le famiglie e i cittadini in difficoltà.

A questo scenario di per sè già preoccupante, si affiancherà, quasi certamente, anche una riduzione delle erogazioni provenienti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che fino ad oggi ha sempre salvato il Comune. E se dal 2015 nemmeno questa carta si potrà giocare, saranno davvero dolori: colpa della legge di stabilità che colpirà anche le fondazioni e su quella di Modena inciderà in una misura che potrebbe essere calcolabile attorno al 20 per cento, non meno di 4 milioni di euro.

Il presidente Andrea Landi ha parlato di «provvedimento “punitivo” nei confronti delle fondazioni che, di fatto, nonostante siano enti no profit, vengono tassati più dei privati profit». A rimetterci saranno comunque i cittadini.

@dvdberti

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