Chef Bottura strega il Forum Monzani
Accolto da una standing ovation alla presentazione del suo libro “Vieni in Italia con me”. Sul palco con lui anche Pif
«Siamo la terra del cibo lento e delle macchine veloci. Siamo gente che trasforma le proprie passioni in mestieri, gente tosta che non supera le difficoltà, le distrugge». Con questa dichiarazione d'amore a Modena un emozionatissimo Massimo Bottura, ieri pomeriggio in un gremito oltre l'inverosimile Forum Monzani, ha presentato la sua opera prima “Vieni in Italia con me”. Il libro, edito da Ippocampo e Phaidon, (il cui titolo inglese è “Never trust a skinny italian chef”, ossia non fidatevi di un cuoco italiano magrolino) è più una raccolta di emozioni che un libro di ricette, che sono scritte volutamente alla fine in un carattere più piccolo di quello usato per la narrazione di ricordi, storie e aneddoti.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10186627:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2014/10/26/fotogalleria/bottura-scrittore-un-accoglienza-da-rockstar-1.10186627]]
Sul palco del forum assieme al nostro “uber chef” anche Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, personaggio televisivo conosciuto per le sue trasmissioni su Mtv e ora come regista e testimonial di Telecom. L'amicizia tra i due risale alla registrazione di una puntata de “Il Testimone” dedicata agli chef in cui Pif, che non è proprio un gourmet per sua ammissione, faceva visita ai ristoranti più noti d'Italia. Non potrebbero esserci due persone più diverse, eppure l'alchimia che c'è tra loro ha fatto da trait d'union alla presentazione. Che fosse una giornata piena di emozioni lo si è capito immediatamente all'ingresso di Bottura in sala, quando i suoi ragazzi dell'Osteria Francescana gli hanno tributato una standing ovation che ha contagiato la platea. Massimo, moderno anche in questo, ha tirato fuori l'iPhone dalla tasca e ha immortalato il momento. La copertina del libro è volutamente austera: «Può sembrare una Bibbia, una tesi di laurea, senza tempo perchè la creatività non ha tempo - spiega lo chef pluristellato - Non possiamo perderci nella nostalgia, dobbiamo essere capaci di portare il passato nel futuro, di far sì che la tradizione sia in evoluzione e non subisca una rivoluzione».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10186664:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/bottura-uno-chefa-che-pare-una-rockstar/36638/36861]]
Una volta rotto il ghiaccio, Bottura è un fiume in piena, Pif ogni tanto lo punzecchia con qualche battuta («se volete offenderlo ditegli “dado Knorr”», suggerisce l'ex iena); lo chef non vuole dimenticare nessuno di quelli che hanno avuto una parte attiva nella sua vita e nella sua carriera giunta ormai al 25° anno. E così eccoci nella cucina dell'Osteria del Campazzo dove Bottura ha acceso i primi fornelli assieme alla rezdora Lidia Cristoni. Non poteva mancare l'amatissima mamma Luisa, che ha sempre sostenuto che i suoi tortellini fossero più buoni di quelli del figlio. La moglie Lara lo guarda sorridente, mentre racconta di averla sedotta grazie a una vellutata di carciofi. Poi siamo saliti assieme a lui sul palco del concerto di Lou Reed, che alla Francescana ordinò un'insalata e una fettina di vitello e solo in seguito uno dei menù più famosi proposti dal ristorante con tre stelle Michelin e terzo miglior ristorante del mondo nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants nel 2013 e nel 2014. In quella pazza notte nacque anche una delle ricette più note di Bottura, il “bollito non bollito”, che nella mise en place ricorda lo skyline di New York. Aneddoti anche sulla recente tournée americana, dove l'hamburger “Emilia” che ha fatto mettere in fila migliaia di persone nel cuore di Manhattan. Bottura, in relazione al grande successo della cucina italiana all'estero, ha battuto più volte sul tasto dell'importanza di sfruttare il turismo enogastronomico e della formazione di personale specializzato, di costruire un'università del gusto a Villa Sorra per preservare e portare nel futuro la nostra tradizione e ha strappato goliardicamente una mezza promessa al sindaco Muzzarelli presente in sala. Prima di firmare le copie del suo libro, Bottura ha voluto far salire sul palco tutto il suo staff: «La mia cucina non è come quelle che fanno vedere ora in tv, dove si viene umiliati e si urla. Noi condividiamo tutto, dal duro lavoro alle risate. A questi ragazzi dico sempre esprimete voi stessi, siate coraggiosi, rimanete concentrati sul vostro sogno, solo così potrete realizzarlo». E stavolta è proprio il caso di fidarsi di questo chef magrolino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
