Gas, allarme Consumatori: «C’è chi estorce contratti»
L’associazione: «Procacciatori di Reggio tentano di strappare clienti a Sinergas» Ogni mese 50 cittadini chiedono il recesso. «Non esibite la bolletta ai venditori»
Squadre di ragazzotti armati di penna, moduli e cartellino identificativo stanno letteralmente battendo, casa dopo casa, palazzo dopo palazzo, il nostro Comune. Il loro obiettivo è “strappare” clienti alla concorrente Sinergas, azienda del gruppo Aimag, leader a Carpi.
Questi ragazzi si presentano a casa delle famiglie come addetti di Iren, e in effetti la tessera che esibiscono mostra il logo colorato della multiutility quotata in borsa e con sede direzionale a Reggio Emilia. Poi, più in piccolo, nel cartellino si legge il nome di una società “srl” della provincia di Reggio che ha la seguente ragione sociale: “Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno”. I giovani quindi sono assoldati da questa ditta che, a sua volta, ha un contratto con Iren.
«Questi ragazzi - dice Pellacani di Federconsumatori - guadagnano 15 euro ogni contratto “strappato”. Facile immaginare come spesso, per ottenere il risultato, vadano ben oltre il rispetto delle persone. Un dato che chiarisce quanto sta accadendo a Carpi: ogni settimana abbiamo dai 10 ai 15 cittadini che chiedono aiuto per recedere da un contratto che loro non hanno mai chiesto né a volte firmato. Le cito un esempio: l’altro giorno è venuta una signora la che si è vista recapitare la lettera di congratulazioni di Iren per “essere diventato cliente...”. La madre della donna, 80 anni, non aveva firmato alcun contratto, la firma l’aveva fatta la badante. Poi in tanti casi l’autenticità delle firme è dubbia, ma in ogni caso spetta sempre al cliente l’onere del recesso che porta via tempo e denaro. Il punto è che quando si presentano a casa questi ragazzi non bisogna cascare nella trappola: mai dare loro in mano una bolletta già pagata. È infatti da questo documento che i venditori prendono i codici necessari a effettuare il trasferimento da un gestore all’altro anche senza che vi sia una richiesta effettiva da parte del cliente». Per renderci conto di come lavorano questi ragazzi ci siamo presentati in un palazzo in cui uno di questi venditori era entrato. Nel caso specifico si trattava di una ragazza. Si è infilata all’interno del condominio senza farsi aprire, ma approfittando dell’uscita di una persona. Poi davanti alla porta ha usato questa “tecnica”: «Salve, devo verificare l’aggiornamento tariffario del gas. Mi faccia vedere la bolletta per favore». A quel punto noi, ospiti di una famiglia, siamo intervenuti con una domanda: ma che aggiornamento è? «Se siete in regime protetto possiamo farvi uno sconto». Ma chi vi manda? «Siamo di Iren». Ma ci può spiegare che tipo di sconto fate? «Ma lei la bolletta me la fa vedere?». No, mi spieghi prima. E la ragazza: «Ho capito, me ne vado».
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