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Nell’onda rossa 3500 modenesi

Nell’onda rossa 3500 modenesi

Hanno sfilato con striscioni e cori. Tania Scacchetti sul palco e finale con i Modena City Ramblers

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Nell’onda rossa che ha invaso Roma, per dire no al Jobs Act con cori, striscioni e sfottò anti-premier, c’era anche una nutrita delegazione modenese, partita all’alba per la capitale. Erano 3500 a sfilare nel corteo. Un gruppo ha indossato magliette rosse con la scritta “Non sono da solo contro la crisi” camminando a fianco di un gruppo di esodati. Dalla Bassa uno striscione: “Non ci ha distrutti il terremoto, non ci ha travolti l’alluvione, se ne faranno una ragione”. Da Carpi era presente anche un folto gruppo di pakistani. Inoltre studenti modenesi hanno affiancato lungo tutto il percorso Susanna Camusso. Terminato il corteo, la segretaria generale della Cgil di Modena Tania Scacchetti è salita sul palco. E la conclusione della manifestazione è stata con “Bella ciao” suonata dai Modena City Ramblers. Per il sindacato - è stato ribadito - la vera emergenza del Paese è il lavoro “da difendere e da creare. Per fare tutto ciò è necessario un deciso cambio della politica economica, l'attuazione di interventi pubblici e privati, l'estensione dei diritti, meno forme contrattuali e più stabilità, allargando le tutele universali e estendendo i contratti di solidarietà”. Fra i commenti alla manifestazione romana, contrapposta alla Leopolda di Firenze, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha voluto intervenire per lanciare un Sos: «Noi Sindaci siamo in trincea... i Comuni hanno tagliato, e tanto, anno dopo anno. E non sono tutti uguali. Nei Comuni virtuosi come Modena si rischia di andare a tagliare servizi sociali, scuola e investimenti. Perciò ci vuole una correzione seria della legge, per quantità e qualità».

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