Taverna dei Pico, ritorno al passato
Nel cuore di Mirandola il ristorante dei Bianchini punta sulla cucina tipica e sulla selezione dei vini
MIRANDOLA. La Taverna dei Pico nasce nel 2009 dal subentro dei coniugi Bianchini nella gestione dell'ex ristorante La Fenice, da sempre proprietà della famiglia Reggiani. I Bianchini indovinano subito un cambio di direzione del locale che, pur mantenendo l'impostazione di elegante e sobrio convivio, abbandona le specialità di mare per ancorarsi alle solide tradizioni della cucina cara ai Pico interpretando il menù seguendo gli studi dell'enogastronomo Gianni Gennari sulla cucina della nobiltà e signoria mirandolese.
Se a questo si aggiunge l'estro e la fantasia in cucina di Mara Goldoni con proposte del giorno secondo la stagionalità ed intuizioni sempre intriganti ed equilibrate, il risultato è sicuro. I Bianchini: Maurizio in sala sommelier in pectore, amante della continua ricerca di vini e cantine che lo hanno portato alla decisione di abbandonare un troppo rigida carta dei vini; Mara, regina della cucina, ha il merito di aver resistito con tenacia e sacrificio al terremoto e di avere voluto a tutti i costi mantenere questa nicchia nel cuore di Mirandola così cara ai tanti ospiti, locali e “foresti”.
Infatti il ristorante ben si presta, per la sua disponibilità di ambienti diversificati e riservati, sia a matrimoni esclusivi, pranzi o cene riservate, meeting aziendali e pranzi di lavoro. Oggi è un sicuro punto di riferimento per tutte le aziende, soprattutto del biomedicale, operanti nel comprensorio che hanno eletto la Taverna dei Pico come base a pranzo e spesso anche a cena per i tanti ospiti anche internazionali.
Il menù include anche molti piatti di “attrazione popolare” modenesissima come i gnocchi fritti con salumi e altro che rendono il locale adatto alle famiglie e a tutte le tasche.
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