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Bper esce a testa alta dall’esame della Bce

Bper esce a testa alta dall’esame della Bce

Grazie all’aumento di capitale, la Popolare supera anche lo stress test più duro con un surplus di 631 milioni. L’ad Vandelli: «E ora il nuovo Piano Industriale»

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Bper supera l’esame della Bce. Non lo fa da prima della classe, ma alla fine la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna può vantare una promozione con buoni voti. E questo grazie alla recente ricapitalizzazione che le ha permesso di superare lo stress test più selettivo, quello che ipotizza “scenario avverso”. Insomma, la Bper è in salute e la manovra varata in primavera e conclusa a luglio - con un aumento di capitale di 750 milioni - la pone ora fra gli istituti più solidi con un surplus di 631 milioni rispetto a ciò che la Bce richiede agli istituti bancari (in questa voce fanno meglio il Banco Popolare, la Banca Popolare di Milano, Intesa San Paolo, Mediobanca, Ubi Banca e Unicredit).

La Bper considera positivo il risultato di questo Comprehensive Assessment 2014, l'esame della qualità degli attivi e l'esercizio di stress test eseguiti da Bce ed Eba, che «confermano la solidità patrimoniale, che non dovrà procedere ad alcuna operazione sul capitale». Tre i passaggi cui è stata sottoposta la banca modenese: l’analisi della qualità degli attivi a fine 2013 superata, lo stress test “scenario base” superato, lo stress test “scenario avverso” che sulla base dei dati 2013 avrebbe dato esito negativo, ma che dopo l’aumento di capitale del 2014 è stato superato. Tanto che - sottolinea la Popolare - «non si prevedono ulteriori significative rettifiche su crediti... in virtù dell'approccio prudenziale in tema di accantonamenti e coperture seguito dalla banca anche nel primo semestre del 2014».

Molto soddisfatto Alessandro Vandelli, ad Bper, che si è detto «convinto che l'ottimo risultato conseguito, frutto dell'effetto combinato delle azioni realizzate negli ultimi anni volte a rendere il Gruppo più solido ed efficiente, fornisca una conferma della correttezza delle azioni portate avanti in tema di aumento delle coperture da un lato e del rafforzamento della nostra dotazione patrimoniale dall'altro. L'importante lavoro svolto costituisce la base di partenza per l'implementazione del nuovo Piano Industriale che ci vede fortemente impegnati in questi mesi e che vedrà la luce all'inizio del prossimo anno». Bper - prosegue l’ad - «esce dall'esercizio, svolto con estrema serietà e severità dalle autorità di vigilanza e dall'Eba, senza evidenziare carenze di capitale da colmare... In questo contesto, ritengo utile sottolineare alcuni importanti aspetti: l'esercizio è stato condotto senza considerare i benefici attesi che deriveranno dalla validazione dei modelli 3 interni e ciò deve essere considerato in sede di comparazione con altre banche italiane ed europee».

Promosso anche un altro istituto che ha radici profonde nel Modenese, cioè il Banco Popolare (che comprende la rete dell’ex Banco San Geminiano e San Prospero): ha superato gli esami della Bce con ampio margine, anche lui grazie alle misure realizzate nei primi sei mesi del 2014. Cioè l'aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro completato ad aprile 2014 e l'incorporazione del Credito Bergamasco perfezionatasi a giugno. Surplus finale di un miliardo e 183 milioni di euro, rispetto a una carenza, a fine 2013, di 693 milioni.

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