Cade in bicicletta e muore calciatore 11enne del Carpi
Lyam sabato era a bordo strada e ha perso l’equilibrio battendo la testa Era stato ricoverato a Parma, ieri sospesa la partita dei compagni di squadra
Non ce l’ha fatta Lyam Andres Castillo. Troppo grave il trauma cranico riportato nella caduta. Inutile il lungo intervento a quale è stato sottoposto fino a tarda notte. È morto ieri pomeriggio il bambino di 11 anni di Campagnola, una delle promesse del calcio giovanile del Carpi calcio, rimasto ferito sabato durante un giro in bicicletta con un compagno di classe, non molto lontano da casa. Quando a Carpi sono arrivate le prime notizie sulla tragedia (l’allenatore era rimasto fino a notte in ospedale) la società, d’intesa con i genitori, ha deciso di non disputare la partita in programma ieri con la squadra di Bomporto, che è stata rinviata. Eppure quella di sabato poteva e doveva essere una caduta come tante volte capita ai più piccoli e come succede ai grandi: l’improvvisa perdita dell’equilibrio mentre percorreva la ciclabile che costeggia via Reggiolo, nel cuore del quartiere residenziale nei pressi del quale lui stesso viveva. Una pista larga, senza gradini. Sicura, verrebbe da dire guardandola.
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Invece, per Lyam si è rivelata fatale. Qualche testimone racconta di averlo visto procedere a zig zag, qualcun altro riferisce che non aveva le mani sul manubrio, ma in tasca. Punti sui quali stanno cercando di fare piena luce gli agenti della polizia stradale di Guastalla intervenuti poco dopo sul posto. Di certo, c’è che purtroppo Lyam è finito a terra.
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E proprio in quell’istante un’auto che sopraggiungeva in direzione opposta gli è passata accanto. Dai primi accertamenti, non sembra che l’11enne l’abbia urtata. A finirle contro, sulla fiancata, è stata la bicicletta. Lyam è stato subito soccorso. Inizialmente era cosciente. Ma ben presto si è capito che le sue condizioni erano gravissime: ha perso conoscienza e dalla profonda ferita alla testa perdeva molto sangue. È stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso e il bambino è stato portato d’urgenza in Rianimazione al Maggiore di Parma. È seguito un lungo e delicato intervento chirurgico, andato avanti sino a notte fonda. E tutti erano in attesa, anche gli amici di Carpi e Correggio, dove giocava fino allo scorso anno, con il fiato sospeso. Su Facebook il passaparola era uno solo: “Forza Lyam, siamo con te”.
Invece, ieri pomeriggio, piano piano ha iniziato a farsi strada la notizia peggiore. Fino, purtroppo, alla tragica conferma. Mamma Catia, che fa la barista a Correggio, e papà Andres, di origine colombiana ma da tanti anni in Italia, nel dolore che li ha colpiti con la perdita del loro unico figlio hanno trovato la forza per compiere un gesto di grande amore e generosità: la donazione degli organi. Affinché dalla tragedia che ha colpito il loro bambino si trasformi in una possibilità, una speranza per chi sta soffrendo.
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