Gazzetta di Modena

Modena

Cimeli nazisti: polemica al mercato

Cimeli nazisti: polemica al mercato

Esposto un elmetto delle SS accanto a fasce degli ebrei. Intervengono i vigili urbani. Il commerciante: «È il mio lavoro»

3 MINUTI DI LETTURA





«I suoi documenti sono in regola... Però senta, per favore tolga dalla merce quell’elmetto nazista e le fasce degli ebrei. Abbiamo ricevuto qualche lamentela sull’opportunità di questa cosa».

Sono circa le 16 del pomeriggio quando gli agenti della polizia municipale si presentano al banco di Matteo Morelli, ambulante antiquario di Castelleone di Cremona per invitarlo a far sparire gli oggetti “storici”, come li definisce lui, che ieri hanno fatto rabbrividire e indignare più di un visitatore, che si aggirava tra le bancarelle del mercato dell’antico di fine mese. Prima fra tutte la consigliere Pd Federica Venturelli, che ha chiamato la polizia per denunciare la cosa.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10193055:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2014/10/27/fotogalleria/cimeli-nazisti-ed-ebrei-al-mercsato-cpolemica-1.10193055]]

Protetti sotto una bacheca in vetro, erano esposti, per l’appunto, un elmetto delle SS naziste originale (prezzo di vendita circa 3mila euro), una serie di fasce con la stella di David azzurra appartenute agli ebrei che nel 1936 si ribellarono nel ghetto di Varsavia, e la fascia di un medico nazista (prezzo di vendita 100 euro l’una).

«Io credo sia avvilente e vergognoso che nella città di Modena, Medaglia d’oro al valore, vengano vendute cose di questo genere - spiega Federica Venturelli - E trovo vergognosa anche la banalità con cui sono stati accostati alle fasce. Una offesa per la città tutta e in piazza c’era anche il busto del duce. Speriamo sia l’ultima volta».

In redazione sono giunte proteste. Nicoletta Uzzielli della comunità ebraica commenta: «Mi chiedo come mai il tipo non è stato fatto sgomberare all'istante e accompagnato dalla Polizia Municipale fuori dalla città dato che, dopo che gli agenti sono andati via, il commerciante tipo ha riesposto ancorala sua “preziosa” merce , non capendo l'offesa alla città di Modena e alla Comunità ebraica».

«Una cosa veramente incredibile, ci sono cose che hanno una loro sacralità laica, quel minimo di rispetto vero - commenta Francesco Calcagno - Non c’è nessuna remora... Ci sono cose di fronte alle quali il buon senso imporrebbe di fare un passo indietro».

Parole analoghe dal capogruppo Pd Paolo Trande: «Era giá accaduto in passato. È immorale e rivoltante - commenta - Le consegni " gratis" a qualche Museo o Fondazione tipo Fossoli, perché i simboli della vergogna di quelle atrocità siano visibili in un luogo di memoria e non di commercio».

E il diretto interessato come risponde? «Io vivo di questo e non posso permettermi di regalare oggetti in questo modo - spiega Morelli - Nel merito, le assicuro che io sono antinazista e antifascista. Ho voluto collocare quegli oggetti che sono pezzi da collezione, con mercato anche internazionale, uno accanto all’altro per contestualizzare il periodo storico e un episodio: la ribellione degli ebrei di Varsavia che, tra l’altro, in quel contesto prima di soccombere uccisero 436 nazisti...». Obiettiamo che, al di là dell’accostamento fuori luogo, gli ebrei di quel ghetto se non uccisi furono deportati e che gli oggetti degli ebrei di allora evocano comunque i lager e quanto vi è accaduto. Ma Morelli ritiene di non aver avuto alcun intento offensivo e di seguire le leggi del mercato del collezionismo: «Capisco che i sionisti possano lamentarsi, ma io ritengo di non aver offeso nessuno...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google