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Pistoni: «Sgp, concordato anche extragiudiziale»

di Andrea Gilioli
Pistoni: «Sgp, concordato anche extragiudiziale»

Il sindaco lo ha annunciato a un incontro con i cittadini al circolo Primo Maggio «La decisione del tribunale è a breve ma pagheremo comunque tutti i creditori»

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«Se il concordato per Sgp dovesse essere respinto non cadrebbe il mondo. Andremo avanti comunque con un'ipotesi di concordato extra-giudiziale, pagheremo i debiti e faremo una programmazione seria, di cui la società, indebitata per pagare bollette e fornitori, ha estremo bisogno»». Così il sindaco Pistoni ha risposto, durante un incontro di quartiere al circolo “Primo maggio”, alla domanda di un residente sul futuro della società partecipata del Comune, oberata di debiti e per la quale la scorsa amministrazione aveva avviato il procedimento di concordato in continuità. «Attendiamo una risposta all’inizio della settimana – ha spiegato il sindaco – e speriamo in un esito positivo, ma se dovesse andare male non sarebbe un problema. A mio parere il concordato non è mai servito, almeno nei termini in cui è stato impostato. Se un debitore si impegna a pagare interamente e in 5 anni tutti i creditori, non è necessario sottoporsi ad una procedura concorsuale, rischiare un vero e proprio fallimento e, in ogni caso, spendere cifre elevate per esperti e burocrazia. Questo concordato ci costa un milione di euro, soldi che sarebbero stati risparmiati con una procedura extragiudiziale, cui nessun creditore probabilmente si sarebbe opposto. Il procedimento, comunque, è stato avviato prima della mia elezione e quando sono arrivato non ho avuto il tempo per apportare modifiche poichè sarebbe stata necessaria una nuova perizia dell'esperto nominato dal tribunale e il giudice non ha concesso proroghe». La giunta Pistoni, infatti, ha presentato in extremis, il 9 luglio, il piano concordatario, apportando un’unica modifica al progetto della giunta Caselli, subordinato all’autorizzazione per un prestito di 26 milioni dal Comune a Sgp, teoricamente vietato dalla normativa poiché la società è in passivo da oltre tre anni. «La decisione del tribunale – ha continuato Pistoni – è legata alla possibilità di effettuare il mutuo. Abbiamo fatto richieste alla Corte dei Conti ma speriamo non sia necessario il suo intervento, in quanto, per rendere legittimo il prestito, basterebbe chiudere in attivo il bilancio 2014. Ci stiamo provando da mesi...». Dal pubblico anche domande su una futura chiusura della società: «Al momento non è possibile a causa del credito Iva, di oltre 10 milioni, che saremmo costretti a restituire al fisco. Se le prossime leggi di stabilità dovessero derogare a questa norma e prevedere un agevole rientro dei dipendenti allora ci si potrà pensare. Intanto abbiamo tirato una riga rispetto alle scorse gestioni. Dai cittadini del quartiere Pista anche diverse richieste di intervento, in particolare su sicurezza e viabilità. Lamentele, poi, per le gare di “drift” all'autoporto, fonte di rumore e inquinamento nei week-end. Il sindaco ha promesso controlli.

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