Tre milioni di euro per i teatri modenesi
Così il ministero ha suddiviso il Fus, il Fondo unico per lo spettacolo Per importanza a livello nazionale siamo secondi solo al Piccolo di Milano
Lo Stato assegna ai teatri modenesi poco meno di tre milioni, ed è un record pressoché unico in Italia. Modena, provincia dove la tradizione teatrale è da anni al top in Italia, grazie alla acquisizione dell'Arena del Sole di Bologna, è divenuta il secondo teatro stabile più importante sul suolo nazionale. Seconda solo al Piccolo di Milano, un luogo fatto crescere nel corso dei decenni da mostri sacri come Paolo Grassi e Giorgio Strehler.
Sotto la Ghirlandina opera Ert attraverso il teatro delle Passioni all'ex Amcm e il teatro Storchi in largo Garibaldi, oltre ad alcuni altri luoghi di recitazione in provincia. Ma sotto la Ghirlandina c'è anche il Teatro comunale Pavarotti, altro luogo d'eccezione soprattutto per l'opera lirica.
Al di là di alcune criticità che anche qui persistono, Modena non ha certo i problemi che hanno causato nelle settimane scorse il licenziamento in blocco dell'orchestra dell'Opera di Roma. Ma anche qui, come dappertutto, il tema dei finanziamenti è ovviamente particolarmente sentito, con i responsabili che attendono con ansia quelli dello Stato. Questi finiscono sotto la voce "Fus - Fondo unico dello spettacolo". Ecco le cifre.
Il teatro Pavarotti in corso Canalgrande, diretto da Aldo Sisillo, ottiene dal ministero della cultura per quanto riguarda la lirica 810mila euro, mentre al festival musicale Estense "Grandezze & meraviglie", altro appuntamento di qualità organizzato qui, vanno per quest'anno 12mila euro (anche la Fondazione Cassa di Risparmio finanzia questa associazione). Il ministero, inoltre, per quest'anno ha deciso di non finanziare come aveva fatto in passato gli "Amici della musica Mario Pedrazzi".
Il ministero, restando sempre all'attività musicale, ha inoltre deciso di svolgere una funzione "bancomat" seminando 560 euro per centinaia di bande musicali sparse per l'Italia. Nel Modenese ottengono questa cifra, da usarsi come "concorso nelle spese di impianto e di funzionamento", la banda di Castelvetro e la società Filarmonica novese di Novi.
Passiamo ai finanziamenti Fus del teatro: Fondazione Emilia Romagna Teatro (Ert), diretta da Pietro Valenti, è appunto il secondo teatro stabile più finanziato in Italia: un milione e 900mila euro a cui si aggiungono 7mila euro per una tournée che Ert ha sostenuto l'anno scorso in Israele.
Ci sono fondi, certo meno lauti, anche per la danza sotto la Ghirlandina. L'associazione teatrale "T.I.R. Danza" ha ottenuto dal ministero 30mila euro mentre all'Associazione teatrale Emilia Romagna (Ater) vanno 125mila euro per le proprie attività artistiche. Sempre per la danza ottengono invece 48mila euro la Fondazione teatro comunale di Modena, mentre non ha ottenuto fondi, nonostante la richiesta, la "Associazione sportiva dilettantistica Lust" di Modena.
Insieme ai privati - a Modena la Fondazione Cassa di Rispamio, ad esempio - il Fus è una delle entrate più solide dei teatri. Si tratta di una vera e propria "finanziaria" statale nell'ambito dello spettacolo dal vivo e come tale vi finisce dentro davvero di tutto.
Stefano Luppi
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