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Carani, si pensa alle soluzioni alternative

Carani, si pensa alle soluzioni alternative

Dopo il crollo si ipotizza anche il recupero della sala San Francesco. Giunta e minoranze sono unite

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Appelli bipartisan per il ritorno del teatro Carani all'attività, sono arrivati ovviamente dall'amministrazione comunale, colpita dall'evento improvviso (il crollo di circa 15 mq. di soffitto nel corridoio che porta al loggione) che ha determinato la totale inagibilità della storica sala sassolese; ma sono arrivati anche dalle opposizioni, in particolare da Claudia Severi, che ha chiesto di analizzare rapidamente la situazione, e da Claudio Corrado, ex assessore alla cultura che ha dichiarato la sua stessa disponibilità a ragionare per un futuro del teatro. Al di là dei sentimenti, purtroppo, è improbabile che il Carani riapra a breve e che Sassuolo quest'anno possa contare su una stagione teatrale. Ci sarà giovedì una riunione con la proprietà del teatro, che sta svolgendo le sue verifiche tecniche sull'accaduto, come del resto stanno facendo gli uffici comunali. Sarà l'occasione per un confronto su come procedere. Se il danno sarà soltanto superficiale, si programmerà un intervento in economia per riuscire a riaprire in qualche mese. Se invece il problema dovesse rivelarsi strutturale, una volta stabilito a chi deve andare la competenza della riparazione, si dovrà comunque procedere alla ricerca delle ditte, probabilmente a una gara d'appalto, con tempi non brevi, tenendo anche conto che parliamo di un bene storico su cui ogni intervento va sottoposto a verifiche molto rigorose. “Al momento siamo soprattutto costernati – spiega il sindaco Pistoni – per un evento che davvero non ci aspettavamo. Un ulteriore, grave problema che va ad aggiungersi a quelli che stiamo già affrontando per il Comune di Sassuolo, ci lascia davvero colpiti. Non lasceremo nulla di intentato per rimediare, il primo incontro con la proprietà servirà a stabilire la situazione in cui ci troviamo e scegliere come muoversi, ma davvero per il momento è impossibile parlare di interventi e di tempi tecnici”. Mentre pensa a sistemare il Carani l'amministrazione comincia però a riflettere anche su come rimediare alla probabile assenza del teatro a Sassuolo per un anno, dopo che già la città era rimasta senza cinema (da fine 2011). E' possibile che si cerchi una soluzione negli spazi minori a disposizione in città: l'auditorium Bertoli, già indicato come possibile sede di una rassegna cinematografica invernale, potrebbe ospitare spettacoli, ma di piccole dimensioni. E dalla primavera si potrebbe ipotizzare qualcosa all'aperto. Manca comunque una sala da 800 posti come il Carani, che a ben vedere manca in tutto il comprensorio, dove resta solo il teatro Astoria a Fiorano. La soluzione alternativa potrebbe essere il recupero del cinema teatro San Francesco, meno capiente ma comunque una sala teatrale.

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