Comune e Coop più ricchi coi dividendi di Farmacie
Via libera alla riduzione di capitale per i soci: due milioni e mezzo di euro chiuderanno il bilancio di piazza Grande. La società venderà anche all’ingrosso
Sembra una manovra come un’altra, ma in realtà ha diverse interpretazioni. E anche piuttosto interessanti. La notizia, già anticipata nei giorni scorsi, della ridistribuzione dei dividendi da parte di Farmacie Comunali spa, non andrà soltanto a dare una boccata d’ossigeno al bilancio 2014 del Comune, ma andrà a rimodulare un equilibrio, quello tra Coop e Comune, che in questa avventura sono niente meno che soci.
In Farmacie Comunali, infatti, il Comune ha il 51 per cento, mentre la spa Fìnube detiene il 46 per cento. Quest’ultima è una società controllata da Coop Estense che detiene circa il 57 per cento delle quote. Coop e Comune, insomma, uno di fianco all’altro per deliberare la riduzione del capitale sociale di Farmacie comunali di Modena spa che consentirà, senza alterare l’equilibrio finanziario dell’azienda, di sostenere investimenti del Comune per circa due milioni e mezzo di euro.
La proposta di delibera contiene anche due modifiche statutarie che, insieme alla riduzione del capitale sociale, dovranno essere approvate dall’assemblea straordinaria di Farmacie comunali di Modena spa convocata per il 17 novembre.
Le due modifiche statutarie riguardano l’introduzione della possibilità per l’azienda di svolgere anche vendita all’ingrosso di farmaci, un’attività consentita dalla legge fin dal 2006 con la conversione del decreto Bersani; l’adeguamento alle norme della legge 120 sull’equilibrio di genere negli organi sociali che, comunque, risultano già conformi alle disposizioni.
Con Farmacie Comunali che potranno vendere all’ingrosso, c’è da chiedersi se da ora in avanti le parafarmacie di Coop Estense acquisteranno farmaci dalle Farmacie Comunali.
«La società – ha spiegato l’assessora Urbelli – può contare su di una liquidità valutata esuberante rispetto alle normali esigenze dell’impresa per un valore intorno ai cinque milioni di euro. Si tratta di eccedenza stabili di liquidità che possono essere utilizzate senza pregiudicare l’equilibrio finanziario, la regolarità della gestione corrente e gli eventuali sviluppi della società. E’ per questo – ha aggiunto Urbelli – che il consiglio di amministrazione nei giorni scorsi ha deliberato di proporre ai soci una riduzione volontaria del capitale sociale da 25 a 20 milioni di euro».
Con l’operazione, che si concluderà nel febbraio del 2015, il valore nominale delle azioni passerà da 2 mila e 1.600 euro e al Comune, che possiede il 50,89 per cento delle azioni (6.361), verrà rimborsato il capitale equivalente per due milioni e 544 mila euro. Attualmente si tratta di risorse investite in prodotti finanziari a basso rischio.
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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