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È addio alle suore: centro Ondina Riggi chiude dopo 59 anni

È addio alle suore: centro Ondina Riggi chiude dopo 59 anni

Il provvedimento per calo delle vocazioni e aumento dell’età Il saluto dei parroci e del vicesindaco: «Ci mancheranno»

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Le Suore francescane missionarie del verbo incarnato lasciano la città di Sassuolo. Domenica scorsa hanno ricevuto il saluto ufficiale dell'Unità pastorale Sassuolo centro, che ha rivolto loro ricordi, dediche e anche un inserto speciale nel bollettino parrocchiale. Le Suore del verbo incarnato rappresentano un ordine storico in città, dove hanno sede dal 1955 e dove fra le tante attività negli ultimi anni sono note per aver condotto il Centro Ondina Riggi, dedicato a ragazzi con disabilità mentali. Ma l'età delle consorelle, il calo delle vocazioni, gli impegni a cui sono state chiamate, le hanno costrette a malincuore a confermare nei giorni scorsi il ritiro definitivo della comunità da Sassuolo. La decisione è stata comunicata al nuovo parroco don Giovanni Rossi dalla superiora provinciale dell'ordine, suor Gloria Benvenuti. Dopo che suor Stefania Stabile, responsabile dell'Ondina Riggi, ha dato la disponibilità ad andare in missione, ha spiegato la superiora, anche suor Celeste è stata spostata altrove e non ci sono ricambi. “Ci dispiace molto lasciare la comunità di Sassuolo – confermano le Suore – ma ringraziamo per gli anni trascorsi con voi, per il tanto bene ricevuto e dato. L'opera di Dio passa anche attraverso il dolore di una presenza che viene meno”. Le Suore del Verbo incarnato arrivarono a Sassuolo nel 1955, chiamate da Pietro Marazzi per svolgere servizio infermieristico nella sua azienda ceramica, servizio che poi estesero ad altre aziende del territorio, svolgendo attività ambulatoriale, visite ai lavoratori a domicilio. Rimasero a lungo identificate come “le suore di Marazzi”. Il servizio presso le ceramiche Marazzi cessò nel 1977, ma l'attività infermieristica delle suore proseguì per lavoratori, famiglie povere, immigrati in una casa privata in Traversa Barozzi, nel pieno centro della città. Al servizio principale si aggiunsero quello pastorale, la Caritas, le visite settimanali ai carcerati e infine la gestione del centro per disabili “Ondina Riggi”. Nel 2002 le suore si trasferirono da Traversa Barozzi al quarto piano dell'oratorio don Bosco, dove ampliarono l'attività all'accoglienza di ragazze per l'accompagnamento vocazionale, ai gruppi di preghiera, all'animazione missionaria. Sono decine le suore che si sono avvicendate a Sassuolo in questi anni, quasi tutte ricordate da parrocchiani e cittadini. “Una presenza storica molto preziosa che lascia un grato ricordo in tante persone che hanno goduto della loro operosa presenza”; così le saluta l'ex parroco don Romano Baisi; e anche il nuovo parroco don Giovanni da poco insediato afferma che “la loro presenza ha arricchito la vita della chiesa e di ogni uomo”. “E’ con grande dispiacere che l’intera Sassuolo saluta le Suore”, sottolinea il vicesindaco di Sassuolo Maria Savigni. “A nome dell’intera amministrazione voglio ringraziarle per l’enorme lavoro svolto in questi sessant’anni di presenza, assidua e discreta, nella nostra città”. A Sassuolo restano comunque attivi altri ordini di suore: Le Suore Francescane Missionarie di Cristo che reggono l'istituto scolastico paritario di San Giuseppe, le Carmelitane minori delle Case della carità presso l'omonima struttura, le Carmelitane di clausura che hanno sede al Monastero sulla via per Montegibbio e anche un ordine di suore indiane che ha due consorelle a San Francesco in Rocca, due a Madonna di sotto e due a San Michele.

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