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Il sottosegretario Toccafondi promuove l’istituto Ipsia

Il sottosegretario Toccafondi promuove l’istituto Ipsia

MARANELLO. «Sono impressionato dai vostri numeri». Così Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione, ha commentato i livelli di occupazione raggiunti dall’Ipsia Ferrari. L’esponente di...

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MARANELLO. «Sono impressionato dai vostri numeri». Così Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione, ha commentato i livelli di occupazione raggiunti dall’Ipsia Ferrari. L’esponente di governo ha visitato l’istituto durante una tappa del tour agli istituti tecnico-professionali. «Il ponte tra scuola e lavoro già esiste in Italia - ha detto Toccafondi - quando si teorizza però nascono equivoci e problemi, come se si sminuissero le scuole dando più attenzione alle aziende». Il sottosegretario ha incontrato gli studenti della IV A e della IV T dell’istituto sia in’aula sia nei laboratori. «A Maranello credo siano di ultima generazione - ha ripreso il sottosegretario parlando dei secondi - ma è difficile che ciò accada in Italia. Questo perché negli ultimi trent’anni almeno non ci sono stati investimenti, ma tagli»Proprio l’alternanza è il secondo punto che ha approfondito il sottosegretario: «In Italia se tutto va bene si fanno tre o quattro settimane di stage in quarta. Noi vorremmo duecento ore di tirocinio in terza, quarta e quinta. La differenza è sostanziale». All’incontro è stato presente il dirigente soclastico, Margheita Bazzani, che ha rimarcato la collaborazione di lungo corso con il Cavallino Rampante. «Siamo in rapporto da cinquatn’anni con la Ferrari - ha ricordato la preside - il rapporto reciproco funziona. Proprio lo scorso anno la Ferrari ci ha chiesto di avere per un periodo più lungo i ragazzi: farebbe loro piacere tenerli per sei mesi. Nell’ultimo anno sono stati coinvolti sessanta studenti, mentre tre anni fa erano trenta». Un impegno di cui la Ferrari s’è detta lieta. «I giovani sono il nostro futuro - ha ribadito Alessandro Chiesa, responsabile del settore Sviluppo della Rossa - tra vent’anni tireranno loro avanti l’Italia. L’orientamento è ancora il nostro anello debole. Occorre investire sull’ibrido, in cui noi per primi siamo indietro. I ragazzi devono essere educati al rispetto delle regole: la scuola ha perso il grip, deve tornare a essere il punto di riferimento. In azienda il mancato rispetto è una delle ragioni per cui le persone vanno a casa». (g.f.)

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