Terremoto, sgomberati 5 map occupati da “abusivi”
Mirandola. Ci abitavano da due anni nove magrebini senza averne diritto. In arrivo altre espulsioni
MIRANDOLA. Abitavano da due anni nei moduli abitativi provvisori (map) di Mirandola, senza averne mai avuto diritto. E quando ieri, dopo avvisi, notifiche, ordinanze e spiegazioni che si protraevano da settimane o mesi, sono arrivate le forze dell’ordine per lo sgombero, in quattro nuclei famigliari (per la verità composti solo di uomini, parenti o amici tra loro), hanno protestato.
Chi ha annunciato denunce, chi l’intenzione di rivolgersi ad un avvocato, chi ha chiesto - per usare un eufemismo - un nuovo alloggio, per una emergenza che resta. È accaduto nelle due “baraccopoli” di Mirandola, in via Mazzone e in via 29 settembre. Nel primo sito c’è stato un solo sgombero, nell’altro tre. Un quinto sgomberato, un nordafricano che ha un lavoro e ha compreso che sarebbe andato incontro a problemi con la polizia, venerdì aveva già consegnato spontaneamente le chiavi del map che aveva ottenuto a suo tempo, una volta notificata l’ordinanza.
Il provvedimento eseguito ieri fa seguito a controlli approfonditi che sono stati intrapresi dal Comune. Ad esempio, uno dei quattro residenti (i nuclei erano composti da due uomini ciascuno), era stato sfrattato dal proprietario ben prima del terremoto, proprio perchè non pagava. Quindi al momento del terremoto non aveva una abitazione in affitto, tantomeno in proprietà, che gli desse diritto a fare domanda per il map.
Nei giorni scorsi peraltro è emerso che anche altri non avevano diritto a restare nei map, in quanto il modulo - in soldoni - è riservato ai proprietari la cui casa sia inagibile o agli inquilini, ma solo qualora il proprietario abbia manifestato l’intenzione di sistemare l’alloggio e di riprendersi quegli inquilini. Altrimenti, come ogni altro cittadino, l’ex inquilino dovrà rivolgersi al mercato privato o ai normali strumenti dei servizi sociali per trovare un nuovo alloggio o un aiuto soltanto.
Laddove possibile, invece, lo stesso Comune sta cercando abitazioni in locazione, con le garanzie del caso per i proprietari, perchè accettino di ospitare famiglie terremotate.
I provvedimenti di sgombero eseguiti ieri, tra curiosi e commentatori vari, hanno riguardato tutti nuclei famigliari di marocchini o tunisini. Le serrature di ingresso sono state sostituite, le utenze staccate e in un caso - ma sarà così anche per gli altri - mobili od effetti personali di proprietà degli sgomberati sono stati impacchettati e immagazzinati, in attesa che i proprietari li ritirino. Gli altri mobili che erano stati allestiti nei map verranno invece destinati ad opere di beneficenza, qualora l’interessato non li acquisti.
Non sono però gli unici sgomberi in arrivo. Sembra infatti che ce ne siano altrettanti in itinere. Nei map di Mirandola vivono in tutto ancora 150 famiglie. L’intenzione è di chiudere al più presto queste baraccopoli, non solo per evitare scrocconi, ma anche ghettizzazioni che possono rivelarsi pericolose, come dimostrano tra l’altro diverse operazioni antidroga già condotte a San Felice, Concordia e Novi. (ase)
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