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Cisl: «I disoccupati sono oltre 30mila»

Cisl: «I disoccupati sono oltre 30mila»

L’allarme del sindacato: «Dati in crescita e senza precedenti, serve una reazione a livello locale»

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Oltre 30mila, precisamente 30.531, per la maggior parte donne (il 57,76 per cento).

Sono gli iscritti modenesi ai Centri per l'impiego al 18 settembre scorso. A rivelarlo è la Cisl di Modena, che annuncia come nel nostro territorio la percentuale di disoccupazione sia salita al 7,6%, contro il 6% di fine 2013. Nella fascia di età tra 15 e 24 anni cerca lavoro il 22,71%; un dato inferiore sia alla media regionale (33,26%) che nazionale (41,6%). «La nostra provincia non ha mai avuto così tanti disoccupati; storicamente il tasso di disoccupazione ha sempre oscillato tra il 3 e 3,5% - ricorda Domenico Chiatto, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale Cisl - Una stima indica in circa 25mila i posti perduti nell’industria nel quinquennio 2008/2013: i settori più colpiti sono ceramica ed edilizia. Le responsabilità sono prima di tutto della politica nazionale, ma nel nostro territorio avremmo dovuto fare di più per contrastare questa emorragia di posti di lavoro. Credevamo che l’economia modenese avesse una sua capacità di reazione indipendente dai fattori negativi esterni al territorio. Invece non era così e abbiamo capito che è necessario agire innanzitutto localmente».

Chiatto sottolinea che è praticamente conclusa la discussione tra le istituzioni, associazioni imprenditoriali e sindacati su come stimolare la ripresa del territorio. Oggi verrà firmato il “Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della città di Modena e del suo territorio” proposto dal Comune di Modena.

«L’auspicio è che serva per migliorare la competitività delle nostre imprese, stimolare la capacità di attrarre investimenti, sviluppare l’innovazione e ricerca, realizzare le infrastrutture viarie, energetiche e tecnologiche - aggiunge il segretario provinciale della Cisl William Ballotta – Noi sindacati siamo impegnati, attraverso la contrattazione aziendale, dentro le imprese per migliorare i salari e le condizioni dei lavoratori in cambio di aumento della qualità dei prodotti, efficienza dei processi produttivi, flessibilità degli orari. A loro volta le imprese devono investire sulla formazione professionale continua dei lavoratori e concedere forme di welfare aziendale».

Nei giorni scorsi, inoltre, la Cisl ha lanciato una campagna sui social network per chiedere ai ragazzi modenesi come vedono il loro futuro. «Ci arrivano domande – spiega Ballotta – apprezzamenti e anche qualche critica. I ragazzi sono preoccupati per la mancanza di prospettive, avvertono una certa “solitudine” rispetto al lavoro, rivelano un bisogno di essere accompagnati nel mondo del lavoro. Noi vogliamo raccogliere la sfida e dare risposte concrete a questa forte richiesta di aiuto che proviene dai giovani».

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