«Comune unico? Non è una buona idea»
I sindaci di Novi e Soliera, Turci e Solomita, stoppano il “possibilista” Bellelli: «Meglio puntare rapidamente all’area vasta».
«Comune unico con Carpi? Non se ne parla nemmeno».
I sindaci di Novi e Soliera, rispettivamente Luisa Turci e Roberto Solomita, mettono le mani avanti nel caso in cui qualcuno si facesse venire delle strane idee. Il sindaco di Carpi, Bellelli, in occasione del recente focus alla Gazzetta, sul tema aveva dichiarato: «Non spetta a me decidere, servirà un referendum», lasciando forse intendere che l’idea del Comune unico non gli dispiace. Gli argomenti dei due colleghi dell’Unione Terre d’Argine però non lasciano spazio a fantasie. «Ritengo - spiega Solomita - che iniziative simili possano essere prese per quei Comuni con un numero esiguo di abitanti, ma Soliera ha una sua struttura e autonomia: non credo possa essere messo in discussione il nostro ruolo come Comune. Diverso invece il discorso - continua - sull’area vasta. A questo proposito ho apprezzato il nuovo atteggiamento che ha mostrato Alberto Bellelli nell’intervista alla Gazzetta. Bisogna non tenere conto dei confini sulle carte geografiche e interagire con le realtà vicine a noi per sviluppare sinergie e collaborazioni in tutti gli ambiti: dall’economia alla viabilità e fino alla gastronomia. Sto pensando - spiega Solomita - alle tante iniziative che si potrebbero sviluppare con l’area nord, includento anche Correggio e fino a Sorbara. Mi creda - commenta il sindaco di Soliera - non abbiamo bisogno di perdere tempo in referendum per fare un solo Comune. Benissimo l’Unione per la razionalizzazione delle spese, ma passiamo subito all’operatività per costruire la cosiddetta area vasta».
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Novi, Luisa Turci: «Il Comune unico non è certo tra le nostre priorità. L’Unione è già più che sufficiente per quegli obiettivi di razionalizzazione ed efficienza che ci siamo dati. Adesso è il momento di pensare in grande, di incontrare altri amministratori per creare a tutti i livelli un sistema che renda il territorio moderno e in grado di attirare investimenti. Novi, ad esempio, è sul confine con la Lombardia, vicina alla nostra Bassa, a pochi chilometri da Correggio. Dobbiamo interagire tra amministratori, cosa che, a dire il vero, fino ad oggi non siamo stati molto bravi a fare. Anche dal punto di vista della promozione delle nostre terre ricchissime di tradizioni e cultura. Ma lo sa - conclude - che vi sono turisti giapponesi che visitano in giornata la Ferrari poi tornano a dormire in Svizzera? Trovo che sia assurdo. Dobbiamo essere più bravi a intercettare chi arriva in Italia. La promozione del territorio, se fatta in modo adeguato, porta ricchezza e lavoro. E oggi ce n’è davvero bisogno».
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