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Distretto ceramico, cinquemila a caccia di un lavoro e un nuovo futuro

di Gabriele Bassanetti
Distretto ceramico, cinquemila a caccia di un lavoro e un nuovo futuro

Da Sassuolo a Fiorano, Maranello e Formigine sono lontani gli anni della disoccupazione “zero” Ci sono giovani che disillusi hanno pure smesso di cercare un contratto. Ceramica: 20mila gli addetti

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Sono 5mila 256 le persone iscritte fino a settembre al Centro per l'impiego di Sassuolo. Appartengono agli otto Comuni che fanno capo alla struttura e che sono gli stessi del distretto sanitario: Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello, Palagano, Prignano, Frassinoro e Montefiorino. Anche se i dati statistici sono spesso poco omogenei e leggibili, stando a quanto pubblicato sul portale lavoro della Provincia, dove i numeri arrivavano fino a marzo, si rileva un aumento notevole delle persone che si trovano in stato di disoccupazione, che a quella data erano 4481.

Probabilmente ammortizzatori sociali giunti al termine, contratti precari non rinnovati, fatto sta che oltre 5mila persone nel distretto risultano disoccupate e hanno aperto un “patto di servizio” col locale Centro per l'impiego, per un progetto di reinserimento nel mondo del lavoro che, sia per i numeri di chi è inattivo (ai quali va aggiunta un po' di mobilità non conteggiata e anche chi al Centro per l'impiego non si è rivolto) sembra improbabile poter soddisfare completamente.

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Non è possibile fare i paragoni con gli anni precedenti, perchè dal 1 gennaio 2014 le normative relative alle iscrizioni alle liste di mobilità e alla riorganizzazione dei Centri per l'impiego hanno cambiato la situazione. Non è possibile quindi avere dati coerenti in un paragone sugli anni precedenti, ma si può calcolare che il settore ceramico occupi al momento un po' meno di 20mila persone nelle piastrelle (dati Confindustria Ceramica) ai quali vanno aggiunti circa 5mila addetti all'impiantistica (dati Acimac). Poi c'è da calcolare tutto l'indotto e servizi. Una grande mole di lavoratori, sui quali comunque, anche solo i 5256 in attesa al Centro per l'impiego, senza contare i non registrati, rappresentano una percentuale elevata di disoccupati. Il distretto di Sassuolo si colloca per livello di disoccupazione praticamente alla pari con quello di Carpi; i disoccupati di sesso femminile sono più dei maschi e fra i settori che soffrono di più ci sono quelli industriali relativi alla ceramica e alla meccanica, ma anche il commercio al dettaglio, la ristorazione, i lavoratori dell'istruzione.

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Una vasta casistica di persone impiegate fino a pochi anni fa e oggi non più, con età relativamente alte: si ritiene infatti che i giovani non cerchino neanche un posto per disillusione, ma se si resta alle statistiche, è dai 25 anni in su che la situazione si fa difficile. In questo quadro, sindaci e assessori competenti elencano una lunga serie di interventi, destinati in particolare a giovani e formazione, che vogliono essere non di sollievo ma di programmazione. Dagli anni in cui la crisi si è aperta, intorno al 2009, la parola d'ordine che all'inizio era aiuto, adesso è impegno.

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Il sostegno per raggiungere una maggiore facilità di impiego c'è, ma bisogna meritarselo, partecipando a iniziative formative, spendendosi in tirocini o magari, in attesa di un'occupazione stabile, facendo corrispondere agli aiuti ricevuti un impegno volontario a favore della città. È però a livello di specializzazione che domanda e offerta di lavoro, nei dati e nei discorsi delle persone competenti, sembrano continuare a non incontrarsi. Le agenzie che di ricerca si occupano spiegano di non trovare sempre le figure richieste, in un settore industriale che pone sempre più di fronte all'esigenza di figure maggiormente formate.

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