Gazzetta di Modena

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Haemotronic: Procura verso archiviazione

di Carlo Gregori
Haemotronic: Procura verso archiviazione

Indagini sui crolli da sisma all’azienda di Medolla: dopo l’incidente probatorio i pm non ravvisano reati

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MEDOLLA. Inchiesta su sisma e crolli: la Procura ha annunciato di aver formalmente chiuso le indagini su Haemotronic di Medolla e Meta di San Felice. Nel primo caso, data la complessità della situazione che ha richiesto un lungo incidente probatorio, il procuratore capo Vito Zincani ha spiegato che l’orientamento è di andare verso una richiesta di archiviazione. Per Meta il pm Guerzoni deve ancora presentare il fascicolo a Zincani che vaglierà gli esiti delle indagini alla luce delle complesse perizie tecniche eseguite, come in tutti i casi, dal professor Trombetti dell’università di Bologna (Facoltà di Ingegneria).

La notizia riguardante l’Haemotronic è importante perché chiude l’indagine più difficile, dal punto di vista tecnico, tra tutte quelle avviate dopo il crollo del terremoto - si intende la seconda scossa, il 29 maggio 2012 - che provocò sedici morti in tutto. Se per le altre aziende si è avviata la richiesta di archiviazione, per Haemotronic è stato necessario prendere molto tempo proprio perché si trattava di un caso particolare: un’azienda che aveva già subito danni ingenti con la scossa del 20 maggio e che, proprio durante i controlli, il 29 maggio è crollata facendo quattro morti e un cumulo di macerie che lasciava poco spazio a spiegazioni chiare sulla dinamica del cedimento.

Ieri mattina Zincani ha chiarito che proprio l’incidente probatorio sul campo eseguito nell’arco di mesi ha permesso di chiarire senza ombra di dubbio - attraverso le perizie chieste dal Gip, dalla Procura e della difesa - che nella complessità del caso non si rilevano per ora profili penalmente rilevanti nei confronti di tutte le persone coinvolte a livello di responsabilità diverse, in tutto una decina di indagati. «Innanzitutto, si deve tenere conto della situazione tecnico-giuridica, dal momento che i capannoni sono crollati tutti in una zona che non era considerata sismicamente rischiosa, come lo sono altre zone d’Italia. Poi il capannone della Haemotronic era rimasto danneggiato il 20 maggio ma non era stato dichiarato inagibile. Questi aspetti ci hanno spinto ad indagare con prudenza».

Ancora una volta Zincani sottolinea che il fabbricato non presentava scostamenti importanti dagli standard di costruzione e manutenzione: «Possiamo dire che a quanto risulta anche dale perizie non sono stati violati principi di sicurezza. Questo è un punto critico della nostra indagine. Le tecniche di sistemazione delle travi crollate erano conformi a quelle adottate al momento della costruzione che all’epoca non prevedevano l’adozione di accorgimenti antisismici particolari».

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