“Patto per la crescita” per superare la crisi
Oggi la firma che impegna Comune e associazioni. Si punterà anche a sfruttare le occasioni europee
Un vero e proprio "patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della città di Modena e del suo territorio". E' quello che verrà sottoscritto oggi in municipio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dai rappresentanti delle organizzazioni che negli ultimi mesi hanno partecipato ai lavori del tavolo a tema. L'obiettivo comune è stato quello di condividere le strategie per favorire il rilancio degli investimenti pubblici e privati, di pari passo con la creazione di "un'occupazione stabile e di qualità". Sono diverse le organizzazioni invitate: dalle associazioni economiche ai sindacati provinciali, dalla Camera di commercio agli istituti di credito locali, dal forum del terzo settore al centro servizi volontariato. Non mancheranno inoltre le consulte comunali, i movimenti dei consumatori e le diverse associazioni del sociale.
E di sviluppo economico e prospettive di crescita si è parlato anche ieri mattina in occasione della giornata modenese dedicata a Horizon 2020, il più grosso programma mai lanciato dall'unione europea sul fronte ricerca e innovazione.
A questo proposito ieri è emerso che la Commissione europea finanzia con 77 miliardi di euro i progetti di ricerca nel periodo 2014-2020, ma all'ultima selezione utile l'Italia si è vista accettare appena 20 proposte su 436, neanche il 5%. A quanto pare, pesa anche un certo deficit sulla lingua inglese. Dei 20 progetti, tre (il 15%) sono targati Emilia-Romagna: Gruppo Poggipollini e Varvel spa per la provincia di Bologna, Def spa di Fiorano per quella di Modena.
Quindi si può fare di più, anche se in fondo la caccia grossa ai fondi Ue è appena al primo anno. Sul piatto dunque ci sono quasi 80 miliardi, oltre agli investimenti nazionali pubblici e privati che ne scaturiranno. Ma, appunto, bisogna conquistarseli. Il programma è partito il primo gennaio 2014: ogni due anni i bandi della commissione cambiano e cambiano i programmi di lavoro. Gli ambiti di applicazione restano gli stessi: salute, sicurezza, agricoltura sostenibile, energia, smart cities, trasporti, giovani, ambiente-cambiamento climatico. All'ultima deadline, il 18 giugno scorso (24 settembre e 17 dicembre le successive), su 2mila196 Istanze complessive nell'ue ne sono state accolte 155: circa il 7%.
Il trend un po’ a singhiozzo è generalizzato, dunque. In quest'ottica va colto il monito in saladel sindaco di Modena, ex assessore alle attività produttive dell'emilia-romagna Gian Carlo Muzzarelli: «facciamo le cose per bene, non un po’ così... Già è complicato entrare, almeno attrezziamoci. Il programma è impegnativo, bene quindi la recente collaborazione con l'ufficio europa di Reggio Emilia. La nostra è una delle regioni più all'avanguardia d'Europa e i tecnopoli lo dimostrano, ma ora- ha chiarito Muzzarelli- ci serve un salto di qualità».
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