«Spiragli nell’automazione per ceramica»
L’agenzia Mp: «Conoscere tre lingue, esser pronti a trasferte all’estero sono fattori decisivi»
Mp Lavoro è un'agenzia di ricerca del personale che opera proprio al centro del comprensorio ceramico.
I dati del Centro per l'impiego di Sassuolo vi sembrano significativi o molto al di sotto della realtà?
«È una possibile chiave di lettura della realtà - spiegano i responsabili, Renzo Pigoni e Sandro Morini (ex assessore nella giunta Pattuzzi) - anche se sarebbe più logico affrontare il problema analizzando il dato degli occupati e il loro andamento negli ultimi anni. Siamo comunque certamente di fronte ad una forte contrazione del mercato del lavoro o forse a una ristrutturazione dello stesso mercato per come lo abbiamo sempre conosciuto».
Le possibilità occupazionali stanno peggiorando o si vede qualche miglioramento?
«Qualche timido segnale oggi c'è, soprattutto nel settore dell'automazione per ceramica le aziende stanno prendendo in considerazione la possibilità di assumere personale per ampliare e potenziare l'organico e non si limitano più alle semplici sostituzioni. È grande l'aspettativa anche sul jobs act che ci aspettiamo renda più semplice la fase di assunzione».
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Nelle vostre ricerche di lavoro cosa vi viene chiesto e quali figure non trovate?
«È sempre molto difficile trovare giovani laureati con conoscenze linguistiche importanti (almeno tre lingue) disponibili a trasferte frequenti o addirittura a trasferirsi per un periodo prolungato all'estero. È difficile trovare tecnici disponibili a seguire l'avviamento degli impianti nei paesi stranieri, che stanno divenendo sempre più il treno dell'economia mondiale. Si conferma poi sempre elevata la richiesta di ingegneri meccanici».
Quali sono le categorie maggiormente a rischio occupazionale?
«Decisamente gli over 50, che devono “ristrutturare” il proprio curriculum».
Cosa manca nel sistema attuale per far incontrare domanda e offerta di lavoro?
«La prima è una struttura capace di accompagnare efficacemente i 50enni nella loro ristrutturazione professionale, una attività a metà fra un vero e proprio outplacement individuale e un coaching tradizionale; la seconda è una maggiore sinergia tra i Centri per l'impiego e le Agenzie private per il lavoro. L'interazione potrebbe rendere più efficace l'incontro tra domanda e offerta, che oggi non c'è».
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