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franco zavatti della cgil

«Basta attacchi alle White List I controlli vanno rafforzati»

Sulle prese di posizione contrarie alle White list interviene Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale. «Attacchi nostalgici accompagnati da attacchi alla gestione...

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Sulle prese di posizione contrarie alle White list interviene Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale. «Attacchi nostalgici accompagnati da attacchi alla gestione prefettizia dello strumento che, invece, ha rappresentato e rappresenta un anello utile, anche se non unico, per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose. Obiezioni di merito inconsistenti e l'innalzamento della cortina nebbiosa delle burocrazie che ostacolerebbero la libera impresa, con nessuna proposta concreta per snellire e migliorare la prevenzione di legalità. A poche settimane dal sisma 2012, nella nostra regione si è subito agito - nel grave vuoto di una normativa nazionale che persiste - per adottare un efficace sistema sulla strada della buona ricostruzione, rapida e nella legalità. Quel protocollo fu discusso, voluto e sottoscritto da tutte le rappresentanze di istituzioni locali, imprese e sindacati. Queste scelte hanno segnato la sostanziale diversità rispetto ai pesanti e ricorrenti esiti giudiziari del post-sisma dell'Aquila. Le più significative novità sono la tracciabilità completa dei finanziamenti e dei contributi pubblici e privati; le White list per registrare le imprese; il prezziario regionale con oltre 8.000 voci; le costituzione del Girer; la Centrale Unica regionale per gli appalti pubblici di ricostruzione; la definizione dei costi convenzionali per mq dei lavori. Resta possibile la corruzione concordabile fra tecnici, imprese e professionisti ed è su questo che bisogna lavorare. In Emilia Romagna, nelle sole quattro province del sisma, sono state valutate ed iscritte nelle liste delle imprese con nulla osta dell'antimafia, oltre 3.550 ditte - di cui oltre 2.100 nella provincia di Modena. Nell'estate scorsa erano 31 le aziende non ammesse alle White list per la ricostruzione: 3 a Ferrara, 7 a Bologna, 10 a Reggio, 11 a Modena. Un numero che non comprende le ditte che furono in un primo tempo escluse e poi riammesse, come la F.lli Baraldi, prima esclusa e poi iscritta in White list nel luglio 2013, dopo ben tre passaggi con ricambi al vertice d'impresa. Le interdittive prefettizie sono sempre motivate e sono misure preventive, nei casi di successivo ricorso hanno poi avuto conferma dal Tar. Sarebbe molto meglio difendere i livelli di legalità introdotti e contribuire a migliorarne gli effetti rafforzando l'entità e la qualità dei controlli mirati; migliorando l'organizzazione burocratica degli enti preposti; spingendo per l'applicazione più elastica delle modalità di gestione delle White list».

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