Ceramicland, il tour per il distretto
Bilancio positivo per il percorso turistico tra musei, proiezioni e storia locale
Centosettantacinque persone in due giorni hanno partecipato ai tour di Ceramicland, una sperimentazione di un possibile percorso turistico fra i tre musei della ceramica presenti nel comprensorio. Il tour era l'ultimo capitolo di una proposta di valorizzazione della ceramica sassolese in tre atti: il primo è stato quello della proiezione al Carani e all'auditorium Bertoli di un raro filmato recuperato dalle teche Rai sul comprensorio negli anni Cinquanta; seconda iniziativa, una mostra in galleria Cavedoni dedicata all'evoluzione della piastrelle, nei formati, nei materiali, negli usi; ultimo capitolo, il tour della ceramica, quello che con le opportune correzioni potrebbe diventare una effettiva proposta di “turismo industriale”. Un tour che dà l’impressione di avere un futuro, potere avere uno sviluppo e un impatto interessante. In questo caso i tempi erano piuttosto ristretti, ma con la stessa formula, e includendo una sosta gastronomica, potrebbe diventare un itinerario di interesse. La qualità dei tre musei visitati è molto elevata e il giro (che partiva dal centro cittadino, in via XX Settembre con bus navetta) è coerente in senso storico ed evolutivo: il museo aziendale della Marca Corona, oltre a un allestimento di grande impatto e efficacia, presenta con prodotti e cimeli storici le origini della ceramica sassolese, a partire dai primi vagiti del 1741, con la Società per la Fabbrica di maioliche di Gio Andrea Ferrari e compagni, all'ingresso della famiglia Dallari, poi della famiglia Rubbiani, fino al Novecento. Seconda tappa, con il Centro di documentazione di Confindustria Ceramica, dove sono conservate oltre mille piastrelle che riassumono l'evoluzione del prodotto e del design. Fra l'altro si può notare quanti artisti, designer, stilisti si siano cimentati con la ceramica, guardando i nomi nelle teche: Roger Capron, Lucio Fontana, Augusto Chini, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Gio Ponti, solo per citarne alcuni. Infine la terza tappa, la ceramica nella fase industriale, quella di ieri se non di oggi, nell'allestimento “Manodopera” al Castello di Spezzano: appena inaugurato, innovativo, altamente interattivo, anche il racconto di come lavoravano nonni e padri ha catturato i visitatori. Si può fare turismo industriale con la ceramica. La sperimentazione va considerata riuscita, soprattutto per aver coinvolto i visitatori, incuriositi e mai annoiati. Un’iniziativa sperimentale – spiega Gregorio Schenetti, assessore alla città distretto – perché contiene la scommessa di una capacità turistica, oltre che produttiva, del nostro territorio legato a doppio filo con la ceramica. Sono certo che si possa ulteriormente migliorare, già dal prossimo anno, per poterlo inserire in un pacchetto di offerte in grado di attrarre anche il grande pubblico dell’Expo 2015.
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