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Ferrari in Borsa, il marchio decolla

Ferrari in Borsa, il marchio decolla

Il valore del brand della Casa di Maranello dopo lo scorporo da Fca e l’ingresso a Wall Street può salire da 4,5 a 10 miliardi

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Ferrari sarà scorporata da Fca, il gruppo nato dalla fusione di Fiat e Chrysler e il 10% del capitale dell’azienda di Maranello sarà oggetto di vendita pubblica. Questa quota verrà collocata alla Borsa di New York e «in un altro mercato in Europa», come è stato annunciato ieri dopo il primo Cda londinese della ex Fiat Chrysler, senza specificare se possa trattarsi di Milano. Attualmente Fca detiene il 90% di Ferrari mentre Piero Ferrari ha il 10%, quota che manterrà. Tolta la quota che sarà destinata al mercato, la restante parte del capitale di Ferrari verrà distribuita tra gli azionisti di Fca, di cui gli Agnelli sono soci al 30,05%. La trimestrale del Gruppo denota che l'indebitamento netto industriale è oltre 11 miliardi di euro, mentre il piano di espansione prevede 48 miliardi di investimenti. Nella stessa direzione va anche l'annuncio di un bond convertendo, atteso dal mercato: un’obbligazione per un valore massimo di 2,5 miliardi di dollari Usa. Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha annunciato che aderirà a questa operazione investendo 600 milioni di dollari. Queste notizie diffuse nel pomeriggio di ieri hanno immediatamente fatto volare il titolo Fca sia a Wall Street sia a Piazza Affari.

Con questi annunci diventa sempre più nitida la strategia dell’Ad Sergio Marchionne e la reale motivazione che ha portato alle dimissioni di Luca Montezemolo: a Marchionne serviva il diretto controlla della Ferrari proprio per potere gestire senza problemi queste operazioni di natura societaria e soprattutto finanziaria. Difficile ora ipotizzare quali possano essere, sia a medio sia a lungo termine, le prospettive dell’azienda di Maranello dal punto di vista della produttività, che sarà comunque incrementata, e delle strategie di mercato, ferma restando la situazione dal punto di vista occupazionale.

L’ingresso in Borsa a Wall Strett porta inevitabilmente a considerare il valore del marchio Ferrari, che oggi si aggira sui 4-5 miliardi di euro. Ma c’è già chi sostiene che l’operazione che conduce alla quotazione del 10% del capitale in Borsa potrebbe determinare una lievitazione del valore stesso anche fino a 10 miliardi.

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