Il ministero spegne gli autovelox di Modena
Da Roma sentenza definitiva sull’apparecchio di via Contrada: non può stare lì La decisione mette fuori uso anche i rilevatori di via Canaletto e via Bellaria
L’autovelox di strada Contrada, così come quello di via Bellaria e di via Canaletto non potranno più riaccendersi. La direttiva, che ha lasciato di sasso il comando della Polizia Municipale e l’amministrazione comunale, è arrivata direttamente dal ministero.
Roma, chiamato in causa per pronunciarsi sul caso del contestato autovelox di via Contrada, non solo ha ribadito con forza che in quella strada un autovelox fisso non può starci, ma sulla base delle stesse regole il Comune ha dovuto prendere atto che sono automaticamente da considerarsi irregolari anche gli autovelox di via Canaletto (ora spento) e quello di strada Contrada (funzionante fino a ieri).
Insomma laddove hanno fallito vandali incendiari e imbrattatori, è riuscita la “burocrazia” delle regole più o meno cavillose, e più o meno condivisibili.
Ma cosa è successo? Come si ricorderà, poche settimane prima delle elezioni il Comune, “con finalità di sicurezza stradale”, accese l’autovelox su strada Contrada, che iniziò a fare migliaia di multe a tutti coloro che superavano il limite dei 50 chilometri orari, previsto per quel tratto di collegamento tra via Giardini e la Nuova Estense. Multe che, teoricamente, avrebbero fruttato oltre un milione di euro alle casse comunali. Multe che però non sono mai state incassate, perché la prefettura su indicazione della Polizia Stradale invitò il Comune a spegnere il tutto, perchè un autovelox fisso in quel tratto stradale non poteva essere collocato.
Motivo? Secondo i regolamenti gli autovelox fissi possono essere collocait su una strada solo se su tutte le strade che convergono su di essa vige lo stesso limite di velocità. Strada Contrada è quindi irregolare, in quanto si tratta di una strada a 50 chilometri orari, sulla quale però si intersecano altri assi viari, su alcuni la velocità è ridotta a 30 chilometri. Il Comune ha cercato di ovviare a questi appunti rafforzando la segnalazione dell’autovelox con cartelli luminosi prima dell’apparecchio. Apparecchio sul quale è stato anche collocato un pannello che indica in tempo reale la velocità delle vettura al momento del suo passaggio. Una serie di ulteriori tutele in favore dell’automobilista, che avevano convinto il Comune di essere sulla strada dell’imminente riaccensione dell’apparecchio. Tanto che il riconfermato comandante Franco Chiari, in occasione della presentazione del Piano Sicurezza, aveva parlato di rapida soluzione della diatriba.
Così non è stato. Il prefetto, preso atto degli accorgimenti adottati, ha pensato di inviare un quesito in merito al Ministero delle infrastrutture. Pochi giorni fa da Roma il verdetto. Che in pratica conferma quello che fu il primo stop: l’autovelox non può essere collocato in una strada se prima e dopo di esso ci sono strade in cui sono applicati limiti di velocità diversi. La conseguenza è una sola: l’autovelox deve essere rimosso da lì, mente possono essere utilizzati - anche in via Bellaria - i tradizionali autovelox mobili con pattuglia con adeguata segnalazione.
Nel leggere la lettera in Comune hanno dovuto prendere atto che questa norma “calza a pennello” anche agli altri due autovelox esistenti in città. Quello di via Canaletto, al momento spento, e quello di via Bellaria, perfettamente funzionante da anni, e senza alcun problema mai sollevato.
Entrambi gli apparecchi, come quello di via Contrada, si trovano su strade sulle quali confluiscono vie in cui sono in vigore altri limiti di velocità. Quindi saranno da spostare.
A questo punto il Comune si trova di fronte ad un dilemma, visto che sulle strade urbane, praticamente ovunque, questo problema si verrebbe a riproporre, dove potrebbe collocare questi autovelox? L’unico luogo sarebbe la tangenziale dove nonostante il limite dei 70 si registrano velocità ben superiori. In questo caso, secondo la normativa, l’autovelox fisso potrebbe essere collocato regolarmente ed avrebbe una valenza di sicurezza indubbiamente importante. Si vedrà. E infine altro dilemma, che ne sarà di coloro che hanno ricevuto la multa in via Bellaria e non l’hanno ancora pagata? (a.m.)
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