Magistrati: «Basta offenderci, lavoriamo così»
Giudici e pm aderenti all’Anm pronti per l’assemblea nazionale, ecco le rivendicazioni
Ieri mattina l'Associazione nazionale magistrati di Modena, attraverso i delegati locali rappresentati dal procuratore aggiunto Lucia Musti, ha reso noto che l’Anm nazionale ha convocato per domenica 9 novembre a Roma un'assemblea generale straordinaria per discutere sulla riforma della giustizia del Governo Renzi. L'iniziativa è stata approvata all'unanimità nel corso del Comitato direttivo centrale.
L'ordine del giorno dell'assemblea, si legge nel documento finale presentato ieri mattina davanti a numerosi magistrati modenesi, prevede «iniziative da intraprendere a seguito degli interventi governativi in tema di status dei magistrati». Verranno anche discusse «proposte per la difesa del ruolo della giurisdizione e per il miglioramento dell'efficienza del servizio-giustizia». Nel documento finale il Comitato direttivo centrale dell'associazione «rivendica la specificità della funzione giurisdizionale e la produttività dei magistrati italiani attestata dalle istituzioni europee» e «chiede al Csm l'adozione tempestiva di adeguate misure organizzative che permettano di affrontare il problema dei carichi di lavoro, in modo da coniugare le esigenze del servizio con quelle dei magistrati, già gravati da un arretrato i sostenibile non per loro causa».
Il documento che sarà discusso il 9 novembre ricorda che a fronte delle dichiarazioni ritenute offensive sulla presunta inefficienza e irresponsabilità dei magistrati, la magistratura è ai massimi livelli europei con 2 milioni e 800mila cause civili e 1 milione e 200mila procedimenti penali definiti in un solo anno.
«Assistiamo a interventi che eccedono i confini della semplice riforma tecnica - scrive l’Anm - come le modalità e i tempi della riduzione dell’età pensionabile che produce la decapitazione in contemporanea di centinaia di incarichi di vertice e consistenti vuoti in un organico già in sofferenza; la riduzione della sospensione feriale e delle ferie anche per la modalità con cui essa è stata annunciata e realizzata; la mancata revisione delle piante organiche della magistratura connessa alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie».
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