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proteste dell’associazione

Nuovo supermarket Confesercenti: «Un grave errore»

Non piace a Confesercenti il piano, anticipato dalla Gazzetta, del nuovo piano particolareggiato che include, oltre a 130 appartamenti o, in alternativa, 15 villette bifamiliari e una novantina di...

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Non piace a Confesercenti il piano, anticipato dalla Gazzetta, del nuovo piano particolareggiato che include, oltre a 130 appartamenti o, in alternativa, 15 villette bifamiliari e una novantina di appartamenti, anche un nuovo supermercato. Tra le vie lago di Ledro e Lago di Molveno secondo il progetto curato dall’ingegner Massimo Barbi, nascerà un discount di una superficie di circa 1400 metri quadri. Il neo presidente di Confesercenti Raul Gabrieli definisce “insostenibile” la dimensione raggiunta dalla grande distribuzione e critica anche l’assoluta mancanza di coinvolgimento delle associazioni nel percorso decisionale. Gabrieli descrive così la reazione dell’associazione: «Stupiti, perplessi e fortemente preoccupati. In primo luogo perché è una questione di metodo. È ben poco se non per niente tollerabile, che trasformazioni così importanti e di rilievo del piano urbanistico carpigiano, siano adottate senza consultare minimamente le associazioni imprenditoriali ed economiche. Di fronte alla pressoché totale e nefasta deregulation introdotta dal governo Monti, che ha di fatto liberalizzato le aperture commerciali fino a 1500 mq di superficie di vendita, l’adozione degli strumenti urbanistici rimane l’unico momento in cui si può programmare la futura espansione della rete distributiva e commerciale cittadina. Escluderci dalla partecipazione e dal confronto in questa fase, significa escludere definitivamente i rappresentanti delle piccole-medie imprese carpigiane dal processo di pianificazione del territorio. Fatichiamo a capire la necessità di realizzare sul territorio nuove strutture di vendita di questo tipo. A maggior ragione se pensiamo alla rete distributiva satura, al crollo dei consumi, alla ridotta possibilità di spesa delle famiglie. È risaputo che la rete commerciale gestita dalla grande distribuzione sul territorio provinciale ha raggiunto dimensioni insostenibili. Carpi non fa eccezione, dato che la sua rete registra una forte presenza di grande e media distribuzione. Rete calibrata su capacità di reddito disponibile delle famiglie ed evoluzione dei consumi ben determinate, messe però oggettivamente in discussione negli ultimi anni. È necessario quindi che il Comune adotti una programmazione tesa a salvaguardare l’esistente», conclude Gabrieli.

Serena Arbizzi

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