Chioschi, Pighi ha depositato una memoria
In Procura dichiarazioni scritte anche di Sitta, Giacobazzi e Prampolini. Interrogato l’ultimo dirigente
Caso chioschi: è stato interrogato l’ultimo dei dirigenti coinvolti, Giovanni Bertugli del settore comunale Economia e attività produttive. Assistito dall’avvocato Enrico Fontana, ha parlato per alcune ore al sostituto procuratore Claudia Natalini delle procedure burocratiche che gli pertinevano in questa vicenda. Anche il suo settore rientrava nella conferenza dei servizi sul piano di riqualificazione del Parco della Rimembranza e in generale del Centro storico, ma Bertugli ha spiegato che il suo compito non riguardava questioni urbanistiche o edilizie bensì solo commerciali. In altre parole, come dirigente Bertugli aveva l’incarico di verificare se c’erano soggetti privati interessati ai nuovi chioschi anche sotto un profilo di vantaggio economico dal momento che dovevano essere disposti a farsi carico di ingenti spese per costruirli. Bertugli rispondeva all’assessore Prampolini. Quindi il suo ruolo si esauriva nell’iter per le concessioni di gestione per i quattro chioschi tuttora sotto sequestro: Cedro. Elio, Tosco e Bobotti. Sequestro confermato pochi giorni fa dal gip Eleonora De Marco e subito impugnato dalla giunta Muzzarelli per ridiscuterlo al Tribunale del Riesame.
L’indagine del pm Natalini ora si avvia a una volata finale. Infatti gli amministratori non verranno interrogati. In accordo con i loro legali hanno depositato delle memorie. Lo ha consegnato l’ex sindaco Giorgio Pighi attraverso il suo legale, l’avvocato Roberto Mariani, sia gli ex assessori Daniele Sitta, Gabriele Giacobazzi (successore di Sitta all’Urbanistica) e Stefano Prampolini (Attività produttive).
In Procura devono essere depositate alcune consulenze. In particolare quelle delle due soprintendenti coinvolte: Graziella Polidori, la responsabile per Modena, e la sua superiore Paola Grifoni, responsabile per le province di Bologna, Modena e Reggio, assistite entrambe dall’avvocato Luca Pastorelli. Una volta depositate anche le loro memorie difensive, dal momento che erano già state ascoltate in una fase precedente, si può considerare chiusa l’inchiesta e il pm potrà procedere alle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. Tutte basate sull’ipotesi di un abuso di una norma del codice urbanistico, l’ormai noto Articolo 44, tranne che nel caso dell’ex sindaco Pighi accusato invece di non aver tutelato il Parco della Rimembranza come bene comune nella sua veste di primo cittadino.
Come noto, infine, i concessionari dei chioschi non sono indagati e non sono quindi più coinvolte nell’inchiesta. Per loro resta aperta la questione di un eventuale risarcimento, se i chioschi venissero definitivamente abbattuti.
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