Corruzione, Rispoli: «Ecco la mia verità»
L’ex dirigente del Comune di Castelfranco ha risposto sul caso del consulente Ori e altri episodi
CASTELFRANCO. Flemmatico, imperturbabile, puntuale. Ieri davanti al Collegio del giudici ha parlato per alcune ore un imputato eccellente per lo scandalo delle tangenti per appalti ai Comuni di Castelfranco e Carpi: l’architetto Nicola Rispoli, già dirigente del Settore lavori pubblici di Castelfranco. Lo assistevano gli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini. La sua ricognizione è stata guidata dalle domande incalzanti della pubblica accusa, pm Francesca Graziano, in particolare sugli episodi di presunta corruzione che gli vengono contestati. L’episodio più grave è l’intricata vicenda dei rapporti tra Rispoli, l’Aes di Modena e alcune figure della Cpl, il colosso cooperativo di Concordia: il responsabile commerciale Nicola Verrini, prosciolto al termine dell’inchiesta (non è infatti chiaro il suo ruolo nelle indagini) e un consulente, Massimo Ori, che è al centro del caso. Nell’autunno del 2011 si intrecciano alcuni accordi preliminari, puramente esplorativi, tra la giunta, Rispoli in qualità di dirigente e la ditta Aes. Oggetto: la volontà del municipio di Castelfranco di lanciarsi in un ambizioso progetto di riscaldamento termico che riguarda i suoi cinquanta edifici dopo l’altrettanto ambizioso progetto di un collettore di energia fotovoltaica messo in atto pochi anni prima. È qui che la Procura contesta a Rispoli una serie di telefonate e contatti equivoci che gli permisero di indicare in Ori, a lui sconosciuto - consulente di quella Cpl che per il Comune di Castelfranco gestiva la centrale termica - come l’uomo giusto per tentare l’indagine di mercato in cerca di soggetti privati interessati al progetto. Soggetti che fossero disposti a investire milioni e milioni di euro in un progetto finanziabile con fondi Ue e rimborsabile con canoni quinquennali o decennali. L’Aes era candidabile, ha spiegato Rispoli, ma non è chiaro quali altre aziende lo fossero. Ori invece costava molto: si era proposto con un emolumento di 40mila euro, appena a limite legale per la chiamata senza gara. Di qui la telefonata di Rispoli a una dirigente Aes per chiedere se Ori poteva abbassare il compenso, che in effetti diventerà di 34mila euro. Il giro vorticoso di contatti non raggiunse mai personalmente Ori o Verrini; però, portò a ingaggiare Ori. Infatti non fu mai predisposto un vero bando di gara e così il progetto cadde nel vuoto. Altro punto contestato riguarda la proposta di Rispoli a un’impresa di fare lavori al campo nomadi nel 2007: avrebbe poi avuto un aiuto per fare quelli alla scuola di Gaggio. Rispoli ha però detto che è impossibile: la scuola di Gaggio era già stata sistemata nel 2002. Prossima udienza il 4 dicembre.
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