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Da metà novembre via alle vaccinazioni contro l’influenza

di Saverio Cioce
Da metà novembre via alle vaccinazioni contro l’influenza

I medici di famiglia: «L’anno scorso un 20 per cento in meno ha aderito alla terapia. Occorre agire con determinazione»

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«Più la conosci e più la eviti». Potrebbe essere questo lo slogan dei medici di famiglia modenesi che quest’anno sono scesi in campo massicciamente per contrastare l’epidemia d’influenza invernale in arrivo tra alcune settimane.

Il crollo del 20% delle vaccinazioni registrato l’anno scorso, rispetto agli obbiettivi indicati da Ministero della Salute e Regione Emilia Romagna, ha fatto squillare il campanello d’allarme tra le autorità sanitarie. Vero è che il 2012 si registrò una percentuale di terapie, sempre per le categorie a rischio e per i modenesi oltre i 65 anni, del 48% contro il 75% ritenuto come una soglia di sicurezza per il diffondersi della malattia.

Ma quello era l’anno del terremoto e le priorità erano altre, a cominciare dallo spopolamento di interi paesi della Bassa con i residenti trasferiti dai parenti o alloggiati in sistemazioni di fortuna. Ma il 2013? Perché solo il 58% di vaccinati?

Il fatto è che la disaffezione - se non il sospetto - verso allarmi pilotati dalle case farmaceutiche per vendere i vaccini è radicata e ben presente anche nel dibattito scientifico tra i camici bianchi. Per questo i 530 medici di famiglia della nostra provincia attraverso la Fimmg, l’associazione di categoria, scende in campo per propagandare l’utilità di inoculare il vaccino.

«Cominceremo attorno al 12, 13 novembre negli ambulatori, per quella data avremo già le prime dosi inviate dalle Ausl - spiega Dante Cintori, segretario della Fimmg modenese - Fino al 1997 la percentuale dei modenesi vaccinati non superava il 17% anche perché all’epoca solo l’Ufficio Igiene effettuava le vaccinazioni gratuitamente. La svolta arrivò con il coinvolgimento dei medici di famiglia, che conoscevano uno a uno gli assistiti, e che esercitarono un’opera di persuasione». Un’operazione non esente da polemiche, ma Nunzio Borelli, segretario organizzativo della stessa Fimmg, taglia corto: «Più sono i vaccinati e più viene circoscritto il perimentro dell’influenza. Mi rendo conto della pubblicità negativa e del flop con le polemiche per la Sars e l’aviaria negli anni più recenti, però il vaccino è utile. Nel 2006 a Modena raggiungemmo il 78% di persone over 65 che parteciparono alla campagna e in effetti il contagio diminuì. Del resto che la spesa valga l’impresa è dimostrato anche da alcune iniziative di privato. È il caso della Gambro, leader mondiale del biomedicale, che nella Bassa e nei vari stabilimenti occupa 900 persone. Bene, l’azienda ha deciso di pagare di tasca sua i costi delle vaccinazioni per tutti perché il numero di giornate di assenza si riduce di molto». I costi? Nulla per gli anziani e gli adulti con malattie cardiorespiratorie o altre patologie, operatori della sicurezza, dell’emergenza e della sanità. Per gli altri il costo del vaccino è di 7,5 euro e di 6 per le vaccinazioni dai medici di base. I risparmi per la spesa sociale? Tutti da calcolare perché bisogna incrociare le percentuali dei vaccinati con le minori spese farmaceutiche, i giorni di assenza dal lavoro, i ricoveri per i pazienti più anziani o più gravi.

«Delle 8 mila vittime - conclude Borelli - a livello nazionale per le conseguenze dell’influenza a Modena ce ne sono 80. Una ragione in più per intervenire».

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