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Duecento casi di ictus in città La risposta del Ramazzini

Duecento casi di ictus in città La risposta del Ramazzini

In Italia l’ictus è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie e rappresenta la prima causa di invalidità. Ogni anno si verificano circa 196.000 ictus: dei 6.992...

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In Italia l’ictus è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie e rappresenta la prima causa di invalidità. Ogni anno si verificano circa 196.000 ictus: dei 6.992 ictus ischemici registrati dall’Agenzia Sanitaria della Regione Emilia Romagna nel 2013, ben 1.191 si sono avuti in provincia di Modena, di cui 200 a Carpi. Altri 400 sono stati i casi di ictus emorragici nella provincia. Per sensibilizzare la popolazione sui fattori di rischio si è tenuta la Giornata mondiale dell’ictus all’indomani della quale è stata organizzata, presso la Casa del Volontariato di Carpi, una conferenza cui hanno partecipato Maurizio Calestrini, presidente di Alice Carpi e il dottor Gabriele Greco, direttore dell’ Unità di Neurologia di Carpi, per fare luce sui dati locali. «L’età media di chi viene colpito da ictus è di 77 anni - ha spiegato il primario - mentre il 2,4% dei casi riguarda individui tra i 18 e i 44 anni. Essendo una patologia che colpisce gli anziani, in questo senso sì che può interessare maggiormente le donne, con aspettativa di vita più lunga. Un altro dato regionale interessante è quello che riguarda chi, colpito da ictus, è giunto in ospedale con mezzi propri, ossia il 32%, mentre il dato riguardante la provincia di Modena sale al 38%». In qualunque situazione si possa anche solo sospettare un attacco ischemico, è preferibile chiamare il 118: ciò consente di preallertare l’equipe medica alla predisposizione, nelle strutture dove viene praticata, della trombolisi, terapia antitrombotica per i casi di ictus ischemico. «La mortalità a 30 giorni dei pazienti curati in Stroke Unit a Baggiovara e Carpi è stata lo scorso anno del 6,9%, mentre ha raggiunto il 15,6% per coloro che non vi sono passati. A sei mesi la forbice si è allargata, ammontando i dati al 14,7% e 33,9%, configurando un aumento della mortalità del 19%». Ciò a sottolineare quanto il reparto di Stroke Unit del Ramazzini sia fondamentale e mirato nelle cure (nonostante da più di un anno sia stato privato della terapia trombolitica che in tre anni è stata utilizzata circa 60 volte), considerando inoltre che nel reparto di neurologia viene ricoverato il 99,9 % degli ictus.

Valeria Cammarota

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