La caccia agli evasori parla modenese
Siamo quarti in Italia, Formigine e Finale sono tra le prime 13: l’accordo con l’Agenzia delle Entrate porta guadagno
Oltre due milioni di euro di evasione fiscale accertati dall’Agenzia delle Entrate; un modo per i Comuni di “tamponare” in modo virtuoso i tagli sui trasferimenti governativi; la prova provata che i tentativi di non pagare le tasse resti una delle abitudini più meschine attuate in Italia. Ecco il quadro dei “premi” che i 23 municipi modenesi hanno incassato per le segnalazioni inviate all’Agenzia nel 2013.
Modena al top
La città recupera 907mila euro, che la pongono al quarto posto in tutta Italia, alle spalle soltanto di Milano, Torino e Genova. Ma è tutto il territorio provinciale a far segnare grandi risultati: Formigine, che si piazza all’ottavo posto, si conferma Comune molto attento, mentre sale Finale, che con i suoi 316mila euro è 13º assoluto e precede sia Carpi che Mirandola, altri paesi che si attestano oltre 200mila euro di recupero.
Sceriffi e chirurghi
Sono due le strategie adottate nei Comuni nel segnalare la presunta evasione all’Agenzia. C’è chi inoltra decine e decine di istruttorie sommarie con l’obiettivo di avere una platea maggiore di potenziali introiti. È il metodo più inquisitorio perché costringe tantissimi cittadini onesti a dover dimostrare la propria serietà con il fisco. Nel secondo caso, invece, i Comuni si concentrano sui casi palesi di evasione, laddove la certezza del risultato è pressoché assodata. «Non siamo a caccia dello scontrino fiscale non battuto - spiega il vice-sindaco di Finale e avvocato tributarista, Daniele Monari - I piccoli commercianti, almeno per quanto ci riguarda, non sono da bastonare, preferiamo poche segnalazioni, ma che vadano a segno. È una questione di rispetto anche verso il cittadino, costretto spesso e volentieri a difendersi da accuse non dimostrabili».
I prototipi dell’evasore
Non ci sono soltanto i contribuenti che viaggiano sulla Ferrari e dichiarano un reddito vicino allo zero. Nel calderone dei maggiori evasori finiscono gli imprenditori senza partita Iva, chi esercita una professione in modo abusivo e sempre più gli enti formalmente no profit, ma che celano una prioritaria attività commerciale. Nei piccoli paesi, dove ci si conosce un po’ tutti, le segnalazioni si concentrano anche sulle fittizie residente all’estero non supportate dalla quasi quotidiana presenza in piazza. (f.d.)
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