Lega Nord all’assalto «Regione, ora possiamo farcela»
Il candidato governatore Alan Fabbri ha presentato i modenesi in lista. «L’Emilia bloccata dal monocolore»
«Puntiamo a prenderci la regione questa volta». È una Lega ambiziosa e battagliera quella che si presenta alla corsa per le elezioni di novembre.
Forte di una coalizione relativamente ampia – che racchiude anche Forza Italia e Fratelli d’Italia – e, soprattutto, di un suo candidato alla presidenza - Alan Fabbri - il Carroccio ci crede. E lo dice chiaro: l’avversario è Stefano Bonaccini, il vincitore delle primarie Pd. Si punta a spezzare il modello emiliano, a cambiare una regione «incrostata dal monocolore rosso» da decenni. Ed è proprio da questo atteggiamento determinato che trae spunto lo slogan elettorale: la presidenza della Regione da “mission impossible” si trasforma in “possible”, in una locandina che fa chiaramente il verso a Tom Cruise.
La Lega si propone, insomma, come una «valida alternativa». Innanzitutto, con – sono parole di Riad Ghelfi, segretario cittadino del Carroccio - «il candidato migliore che la Lega potesse esprimere». Si tratta del 35enne sindaco di Bondeno – rieletto lo scorso maggio con il 65% dei consensi – presentato come «un ragazzo giovane ma già carico di esperienza: un simbolo del dopo terremoto».
La rivoluzione generazionale contagia anche il resto della lista, e i leghisti si sforzano di sottolineare come gran parte dei consiglieri sia under 40.
«I sei candidati – ricorda ancora Ghelfi – sono stati scelti dalla base, attraverso una sorta di primarie rappresentative di tutto il territorio». La possibilità di selezionare i propri rappresentanti è stata estesa a tutti i militanti, attraverso consultazioni divise per le varie zone della provincia tenutesi tra agosto e settembre.
Quello che ne esce è un elenco di volti nuovi: «Siamo stanchi - conclude Ghelfi - dei soliti poltronari che non combinano mai niente». Dal sassolese Stefano Bargi, già consigliere di maggioranza con la giunta Caselli, a Eleonora Cigni, candidata a rappresentare il distretto di Vignola. Da Annibale Tintorri, consigliere a Sestola, a Daniela Volpi e Luciana Bollini, passando per Denis Zavatti, chiamato a sostenere la sua «Bassa alluvionata e terremotata». E proprio il sisma – così come l’alluvione – rimane al centro dell’attenzione di Fabbri, che si candida a rappresentare «il sindaco della ricostruzione in Regione», ricevendo anche l’appoggio dell’associazione “Finale Emilia Terremotata Protesta”. Ricostruzione, però, da intendere in senso ampio, visto che proprio ieri, in occasione della visita alla fiera Skypass, l’aspirante governatore non ha mancato di ricordare i problemi dell’Appennino modenese.
«Vogliamo uno sblocca Emilia Romagna – ha spiegato Fabbri - La gabbia della burocrazia da troppo tempo sta imprigionando infrastrutture strategiche per la messa in sicurezza dei territori e per il rilancio della montagna».
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