«Attenzione al territorio della nuova sede del Sert»
Dopo le polemiche che per anni hanno riguardato la struttura di via Sgarzeria, Carpentieri e Fasano chiedono rispetto per i cittadini. Sarà attivo dal 2018
Dopo aver trovato la nuova sede, adesso resta da cucire tutta la parte politica attorno ad una delle strutture che in questi anni ha fatto maggiormente discutere. Il centro di recupero dedicato storicamente ai tossicodipendenti ed oggi allargato a tutte le forme di dipendenza si trasferità da via Sgarzeria a via Nonantolana 1010, in una zona accanto ad aziende e capannoni. Viste le polemiche del passato, si tratterà soprattutto di “educare” i nuovi vicini. Lo pensa anche il Pd, che affida le sue parole ai consiglieri Tommaso Fasano e Antonio Carpentieri: «Esprimiamo soddisfazione per l'avvio del percorso che porterà allo spostamento del Centro dipendenze patologiche dall'attuale sede di via Sgarzeria. Questo spostamento, più volte annunciato in passato, trova con il protocollo d'intesa un chiaro impegno da parte di Amministrazione comunale e Azienda Usl di Modena. Oltre all'identificazione del luogo, un fabbricato di proprietà del Comune in via Nonantolana, nel documento vengono infatti definiti i tempi di progettazione dell'opera e quelli della successiva realizzazione, con un percorso che dovrebbe portare al definitivo trasferimento del Servizio in un periodo di due anni».
La scelta del luogo, pronto nel 2018, non è stata facile: «Come emerso dalla discussione in Commissione Servizi, uno degli elementi presi in considerazione per la scelta della nuova ubicazione di questo delicato servizio è stato anche quello di individuare una struttura che potesse garantire la necessaria privacy ai soggetti che si rivolgono al Centro dipendenze, presupposto fondamentale spesso per indurre chi ne ha bisogno a chiedere aiuto, rafforzando anche il coinvolgimento nel percorso terapeutico. Al contempo va sottolineata l'importanza di porre attenzione al territorio in cui sarà collocato il Centro. In particolare occorrerà sin da subito informare e coinvolgere chi abita e lavora in quella zona e prevedere a regime i controlli necessari. Ciò permetterà di costruire un corretto rapporto di collaborazione fra il territorio e la struttura. Senza peraltro dimenticare gli operatori del Sert, vero cuore di questo servizio, che hanno garantito la loro disponibilità a trasferirsi dall'attuale sede».
Fasano e Carpentieri chiudono sul futuro: «Resta prioritario accompagnare l'importante lavoro di recupero del Centro dipendenze con opportune politiche di prevenzione: il campo delle dipendenze patologiche necessità di un continuo monitoraggio del fenomeno per individuare tempestivamente la diffusione di comportamenti patologici». (d.b.)
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