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Crollo Haemotronic Le famiglie dei morti: «Non ci arrediamo»

MEDOLLA. La richiesta di archiviazione sul crollo dell’Haemotronic, depositata dalla procura, era nell’aria da mesi, da almeno fine luglio tanto che gli avvocati dei quattro operai morti sotto le...

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MEDOLLA. La richiesta di archiviazione sul crollo dell’Haemotronic, depositata dalla procura, era nell’aria da mesi, da almeno fine luglio tanto che gli avvocati dei quattro operai morti sotto le macerie il 29 maggio già stavano lavorando sia ad un ricorso sia al procedimento civile. Ora, con i magistrati che non hanno riscontrato alcuna “pecca” nella gestione dell’emergenza, le famiglie hanno due strade da intraprendere come spiega l’avvocato Tullio Virgili, che segue la famiglia di Biagio Santucci.

«Stiamo già preparando una richiesta di opposizione alla scelta della procura di archiviare il procedimento. Riteniamo che ci siano elementi fondanti, anche penalmente, in grado di dimostrare come quei ragazzi in quel capannone non dovevano esserci».

Ma se la strada penale appare piuttosto irta e tortuosa, discorso diverso potrebbe concretizzarsi in sede civile. «Perché in quel contesto - aggiunge Virgili - la figura del proprietario non potrà restare così marginale. Ci sono canoni diversi da valutare e quindi stiamo lavorando per chiedere un risarcimento economico».

In questi casi si fa riferimento alla “tabella Milano”, che precisa i rimborsi dopo la morte di un familiare anche in caso di incidente sul lavoro. E nel caso di Santucci, che lascia una madre, due fratelli ed un nonno, ci si aggirerà intorno ai 700-800mila euro.

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