In centinaia per l’addio al piccolo Lyam
Folla commossa al funerale del bimbo morto in bici. Giocava nelle giovanili del Carpi. Il prete: «State vicini alla famiglia»
Colombe bianche in volo e palloncini bianchi in cielo per l'addio a Lyam Castillo, il bimbo di 11 anni che giocava nelle giovanili del Carpi Calcio, morto per le tragiche conseguenze di una caduta in bicicletta, sabato scorso, in via Reggiolo, a Campagnola. Già poco prima delle 10, ora dei funerali, davanti e dentro la chiesa c'era tantissima gente ad attendere il carro funebre. Papà Andreas, prima della partenza, ha salutato ad uno ad uno i piccoli calciatori del Carpi. Poi sul findo di piazza Roma ha cominciato ad intravedersi un muro umano con al centro il carro funebre di colore argento. Ai lati della chiesa, c'erano sei compagni di scuola che tenevano tra le mani decine di palloncini bianchi altri sollevavano cartelli pieni di messaggi. Su uno striscione la scritta in rosso “Lyam resterai sempre nei nostri cuori”. Su un altro campeggiava la scritta “Ciao Campione!” Tra la gente anche giocatori e dirigenti della Correggese, del Campagnola Calcio e del Carpi. «Il nostro dramma che viviamo proprio perché anche vicini a coloro che hanno donato la vita - ha esordito don Carlo Sacchetti prima di officiare la messa - hanno condiviso tanto con Lyam. Vogliamo davvero mettere qui quello che siamo davanti ad un Dio che per primo lo ha amato anche se in questi momenti facciamo fatica a comprenderlo». Dopo la lettura dal Libro di Giobbe e il passo del Vangelo secondo Marco che narra la morte di Cristo, don Carlo, nella sua omelia, con la voce rotta dalla commozione, ha invitato a contemplare la croce e a restare vicino alla famiglia di Lyam: «Era buono nell'intimo, nel profondo e donava intorno a sé quella pace e serenità che è il dono più prezioso che può dare una persona. Lyam aveva un sorriso per tutti. Lyam si schiera tra i giusti. Sono rimasto edificato dalla dignità di questi due genitori con cui hanno saputo vivere questo momento. La cosa più importante, adesso, è che questa mamma e papà non restino soli. Dovete essere vicini con quell'affetto e quell'amore che non deve essere solo emozione ma la condivisione di un percorso verso la speranza della resurrezione». Tantissime le preghiere e i messaggi degli amici: «Lyam, sei sempre stato il migliore, il più sorridente, il più simpatico. Senza di te la scuola si è spenta mentre prima splendeva di una luce intensa»; «Mi ricordo quando mi venivi a prendere per andare a scuola. Lyam per me eri un fratello. La classe ha perso un campione che però ci veglierà dall'alto». Un genitore ha letto un messaggio rivolto ai genitori e ai ragazzi: «Per me siete stati un grande esempio di forza e generosità e voi ragazzi non smettete mai di sorridere ma dovete imparare che anche se siete giovani non siete fuori dai pericoli. Portatevi sempre una parte di Lyam con voi». All'uscita dalla chiesa sono state liberate due colombe bianche e decine di candidi palloncini.
Mauro Pinotti
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