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lunedÌ l’incontro con i parlamentari

Muzzarelli: «Tagli impossibili»

Muzzarelli: «Tagli impossibili»

Il sindaco e la legge di stabilità: «Non farò lo sceriffo di Nottingham»

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La legge di Stabilità attualmente in discussione prevede per il 2015 un taglio alle risorse destinate alle Province che per Modena significa, sulla base delle previsioni elaborate dai tecnici provinciali, un trasferimento allo Stato, tra tagli già previsti e la legge di Stabilità stessa, pari a 23 milioni di euro su un totale di spese correnti, sempre nel 2015, per 64 milioni già ridotte notevolmente in questi ultimi anni a causa dei tagli effettuati. Per il bilancio della Provincia questo significa un disavanzo corrente di 10,5 milioni.

Occorre tenere conto che, anche senza i tagli della legge di Stabilità, la Provincia deve risolvere il problema di un disavanzo di 1,5 milioni sul bilancio 2015 provocato da provvedimenti precedenti con risorse chieste dallo Stato alle Province. La legge di Stabilità, inoltre, prevede tagli anche per gli anni successivi che culminano con un previsione di una ulteriore restituzione allo Stato nel 2017 di 41 milioni di euro, cifra che provocherebbe un disavanzo di 28,5 milioni nel bilancio dell'ente. Su questi temi il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli ha promosso un incontro, lunedì nella sede dell'ente, con i parlamentari modenesi.

«La legge di Stabilità - ha spiegato Muzzarelli - ha senza dubbio diversi aspetti positivi perché mette al centro per la prima volta il tema della riduzione della pressione fiscale e dello sviluppo, tuttavia per quanto riguarda i tagli alle Province avrà un impatto insostenibile sui bilanci, penalizzando, tra l'altro, le Province con bilanci in ordine e ben amministrate come la nostra. Il Parlamento ha approvato la riforma dell'ente nella primavera scorsa assegnando alle nuove Province competenze importanti sulla viabilità, l'edilizia scolastica e l'ambiente. Ora occorre garantire le risorse necessarie per metterci nelle condizioni di adempiere a questo impegno, tuttavia con le attuali proposte di taglio non siamo in grado di assicurare questi servizi. Io - ha ribadito anche ieri all’assemblea di Legacoop, lo sceriffo di Nottingham non lo faccio».

Muzzarelli sottolinea, inoltre, che le risorse da restituire allo Stato si sommano alle spese come imposte, interessi passivi, mutui che non sono riducibili a cui si aggiungono le spese per il personale non comprimibili oltre un certo limite; spese peraltro già ridotte in questi ultimi anni e che intendiamo ridurre ulteriormente con la riorganizzazione degli uffici che stiamo mettendo in atto. Per restituire allo Stato le risorse che ci chiede - ribadisce Muzzarelli - «dovremmo intervenire drasticamente sulle spese di gestione e sviluppo, dalla spalature della neve sulle strade agli edifici scolastici, mettendo a rischio servizi essenziali che la legge mette in capo alle Province anche nel nuovo assetto previsto dalla riforma. Una responsabilità che i sindaci non possono sopportare. Abbiamo accettato per spirito di servizio di gestire questo ente senza alcune indennità, ma senza le risorse minime necessarie per farlo funzionare non potremmo continuare». (d.b.)

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