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caso zanoli

«Ora tutta la verità» Aperta causa civile da 750mila euro

«La testimonianza che mi ha commosso di più? Quella della presidentessa dell’associazione Penelope, la onlus che dà conforto ai familiari di persone scomparse. Ci rivolgemmo a loro e ci aiutarono ad...

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«La testimonianza che mi ha commosso di più? Quella della presidentessa dell’associazione Penelope, la onlus che dà conforto ai familiari di persone scomparse. Ci rivolgemmo a loro e ci aiutarono ad organizzare la fiaccolata in paese per nostro padre. La signora Degli Angeli ha una figlia scomparsa a Cesena da ventidue anni. Mi ha telefonato e, fra le altre cose mi ha detto “sono contentissima per te, un po’ ti invidio...”. La capisco benissimo: siamo stati tre anni costantemente nell’angoscia».

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Barbara Zanoli è provata, «ma è un treno da cui mi faccio travolgere senza drammi. Ora non resta che attendere qualche giorno, in mezzo di sono anche alcune feste e servono dei tempi tecnici, poi avremo il suggello del test del Dna e la vicenda sarà definitivamente e ulteriormente chiusa. Questo ritrovamento risolleva tutta la nostra famiglia, è indubbio, ma non possiamo ora abbandonare la nostra ricerca di verità. Adesso è opportuno conoscere come mio padre, dal letto del reparto di neurochirurgia, sia arrivato sino a quell’ala dell’ospedale e come abbia farro a cadere in quel vano. C’era una porta oppure non c’era? Era chiusa oppure c’era subito il vuoto? Adesso dovranno trovare delle risposte. Ringraziamo davvero tutti quanti si sono prodigati nelle ricerche, tutti ci hanno detto che hanno dato il massimo. Eppure la logica diceva che era assai probabile che nostro padre fosse da qualche parete all’interno dell’ospedale. E come abbiamo visto i nostri sospetti erano fondati. Ora ci domandiamo se poteva essere fatto di più». Mentre infatti la vicenda penale ora è a una svolta, va ricordato che è aperta una causa civile nei confronti dell’Ausl: si chiede un risarcimento di 750mila euro. Ma per Barbara la maratona tra avvenimenti e media non è finita: ieri ha avuto una troupe in casa per un collegamento in diretta su Canale 5 nella trasmissione “Pomeriggio cinque” condotta da Barbara D’Urso, poi non andato in onda, saltato all’ultimo momento. «Avevo accettato l’invito nonostante fosse una giornata ancora un po’ burrascosa - spiega - perché loro erano stati gentili, avevano ospitato il nostro appello affinchè continuassero le ricerche».

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