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Perseguitano 14enne con offese sui social

Perseguitano 14enne con offese sui social

BOMPORTO. «Hanno rovinato mio figlio», accusa la madre di un ex alunno della scuola media. Il giovane ha superato gli esami e ora prosegue gli studi a Modena. Tuttavia, per lui non è stata facile....

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BOMPORTO. «Hanno rovinato mio figlio», accusa la madre di un ex alunno della scuola media. Il giovane ha superato gli esami e ora prosegue gli studi a Modena. Tuttavia, per lui non è stata facile. «Voleva smettere - ha spiegato la donna - la coordinatrice di classe non ha mai saputo tenere il polso della situazione. Due compagni l’hanno preso di mira su Facebook, siamo dovuti ricorrere alle vie legali». Una storia di falsi profili e offese che è meglio ripercorrere dalla fine. Il 30 luglio il tribunale dei minorenni di Bologna ha aperto un fascicolo per “atti molesti ed offensivi in danno di coetanei”. Il 4 settembre è stata pronunciata la sentenza di non luogo a procedere, in quanto i due avevano meno di 14 anni quando hanno commesso i fatti. Per la parte civile, ha ripreso la donna, la vicenda non è chiusa. «Ci sono delle condizioni che dovranno essere verificate. Abbiamo comunque deciso di non richiedere alcun danno morale per le offese ricevute». Offese che sono state rivolte al figlio sui social, per mezzo di un profilo falso. Una conversazione pesante con frasi omofobe e un’immagine oscena. Lo scambio di ingiurie s’è verificato anche sulla bacheca del ragazzo che ha “rubato” l’identità ed è proseguito a suon di “mi piace”. La falsa identità è stata scoperta grazie al padre di una ragazzina. L’uomo aveva denunciato come la figlia avesse accettato una richiesta di amicizia dallo stesso profilo, incassando con una serie di frasi sconce. La vicenda è stata riferita ai carabinieri. I militari hanno raccolto la testimonianza del ragazzo a cui è stata rubata l’identità, che non aveva un profilo Facebook. Ascoltato anche il giovane offeso, assieme al padre della studentessa. A fine marzo è stato informato dei fatti anche il dirigente scolastico Luigi Vaccari. E mentre l’iter approdava in tribunale, il giovane e i compagni seguivano le lezioni per completare il percorso delle medie. «La situazione ha pesato sul profitto scolastico - ha riconosciuto la donna - mio figlio e l’amico sono usciti con la sufficienza. Il ragazzo a cui hanno rubato il profilo non frequentava più, mio figlio ha fatto tante assenze perché non si sentiva tutelato». «L’ambiente della scuola è molto brutto e confusionario - ha raccontato il giovane in un tema - tanti fumano, per non parlare del bullismo. Molti non tollerano i gay, ce l’hanno a morte con loro». Nel compito si fa riferimento alla denuncia e ai giudizi che ha subito dopo l’episodio.

Gabriele Farina

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