Così la guardia armata difende l’isola ecologica
Commenti positivi da parte degli utenti ma non mancano critiche e osservazioni «Oltre mezz’ora per accedere all’area. I costi del servizio finiranno in bolletta?»
Materia prima a parte (rifiuti invece di soldi), sembra di accedere a una banca. Siamo all'isola ecologica di via Pezzana a Carpi dove da una settimana, come accade anche nelle altre isole ecologiche cittadine, presidia una guardia armata. L'Aimag infatti ha scelto questo tipo di deterrente per far capire alla collettività che i rifiuti, una volta consegnati alla multiutility, non possono essere asportati. Nè tantomeno possono essere “strappati” a chi li sta conferendo nell’isola ecologica.
Più volte, infatti, è capitato di assistere a liti, anche violente, verso utenti o addetti Aimag, da parte di chi voleva appropriarsi di lavatrici, vecchi computer, utensili dismessi. Per evitare ancora casi simili ecco dunque la presenza della guardia armata.
«Mi sembra una buona scelta - dice Mario Losi - anche se temo che i costi di queste guardie si scaricheranno sulle bollette. Detto questo vorrei segnalare che a volte le attese prima di poter entrare in discarica sono troppo lunghe, anche oltre mezz’ora. Colpa anche dei camion di Aimag che prelevano dai container: un’operazione che fanno quando ci sono gli utenti in fila. E l’accesso viene bloccato: assurdo. Non potrebbero fare questa operazione la mattina quando la discarica è chiusa al pubblico?».
Sono le 15 e la fila su via Pezzana si sta allungando in attesa di entrare nell’isola ecologica. Qualcuno si spazientisce e dice ad alta voce: «Sono le 3 e 10, bisogna aprire...!».
«Non capisco - dice un altro utente in fila, Mirco Ferrari - perché gli orari d’apertura siano così ridotti. Adesso con la guardia all’ingresso i tempi si sono allungati ancora di più. Bisognerebbe tenere anche in considerazione che i cittadini non hanno troppo tempo da perdere».
«Secondo me - dice Alberto Guaitoli, utente dell’isola ecologica vicino a via Cimitero Israelitico - è giusto lasciare le guardie all’ingresso. A me è capitato di essere aggredito verbalmente da uno straniero che pretendeva di svuotarmi il baule. È anche intervenuto l’operatore e non è finita a botte solo per fortuna».
«Le cose da sistemare - dice Franco Venturi - sono tante. La presenza della guardia rallenta il flusso e quando all’interno ci sono 2-3 utenti che devono dividere il materiale allora sono guai: c’è da aspettare per oltre mezz’ora. Speriamo almeno che la spesa delle guardie non incida sulle bollette, paghiamo già abbastanza». La guardia intanto è già all’opera: controlla l’ingresso, dà informazioni, verifica che tutto sia in ordine oltre il perimetro dell’isola. «Sono qui da una settimana - dice la guardia - e non ho riscontrato problemi. Sono tutti ordinati e corretti. Il lavoro? Non mi dispiace, spero che l’Aimag ci confermi».
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