«Formigine in prima fila nella caccia agli evasori»
Il sindaco Costi: «Lo scorso anno accertati 526mila euro di frode al fisco» È in vetta nei non capoluoghi in Italia. Parte delle risorse utili per progetti sociali
FORMIGINE. Nessuna persecuzione, evitiamo la concorrenza sleale. All’indomani dei dati che confermano Formigine nella top ten della lotta all’evasione fiscale, prende la parola Maria Costi. Il sindaco, che riveste l’incarico anche di assessore al Bilancio, ha spiegato l’importanza di descrivere con precisione ciò che il dato rappresenta. Il valore numerico, ricordiamo, è rappresentato dai 526.621,27 euro accertati dal Comune durante lo scorso anno. Nella classifica redatta da Il Sole 24 Ore la sede della Quercia figura all’ottavo posto, con più della metà della cifra raccolta da Modena (907.861,32 euro). Oltre a essere il secondo valore in regione (l’Emilia Romagna è la più virtuosa d’Italia) c’è un altro piccolo record. Formigine, infatti, è il primo Comune non capoluogo di provincia a figurare in graduatoria. «È importante che ci sia un’informazione corretta - ha esordito il sindaco - la nostra attività è un aiuto alla legalità. Non vorrei che qualcuno pensassi che si tratta di una persecuzione. Si tratta invece di segnalazioni, nel nostro caso grosse, che sono legate agli evasori totali. Persone per cui è registrata una differenza rilevante tra reddito e stile di vita. Un gap che provoca una concorrenza sleale». Un esempio che potrebbe semplificare l’idea è il caso (ipotetico) di un lavoratore che dichiara uno stipendio di cinquecento euro al mese e poi gira in Ferrari. A livello nazionale sono noti episodi di imprenditori nelle cui dichiarazioni comparivano cifre inferiori a quelle dei dipendenti. «Ci sono tanti casi in cui tutti sanno e nessuno fa niente - ha garantito Maria Costi - ma noi siamo il Comune e non possiamo far finta di non sapere. Questo è vero anche se nel 90% delle circostanze non si tratta di questioni che riguardano il Comune, quanto piuttosto casi di cui siamo venuti a conoscenza». Il sindaco non è entrato nei dettagli, ma ha garantito che si tratta di «situazioni palesemente irregolari. Non prendiamo in considerazione lo scontrino o questioni fiscali di poco conto». Già durante il corso dell’anno era stato ipotizzato di raggiungere una cifra elevata attraverso lo strumento della lotta all’evasione fiscale. Il risultato, tuttavia, ha superato le aspettative. «Avevamo messo a bilancio 450mila euro - ha concluso il sindaco - le nostre aspettative sono state confermate, anzi abbiamo raccolto di più. È bene ricordare che il 100% delle risorse vanno a finire al Comune e che siamo il primo non capoluogo d’Italia. È importante anche che non ci sono più i recidivi». Parte delle risorse a bilancio sono state già impiegate per progetti sociali, come già era avvenuto nel corso dello scorso anno, quando i numeri erano ancora più lusinghieri. Il progetto è stato avviato nel 2009, dopo una legge di quattro anni prima, in collaborazione con l’Agenzia delle entrate.
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