Il degrado regna tra i chioschi sotto sequestro
Recinzioni sfondate, materassi e bastoni, avanzi di sbronze oggetti rubati e resti di eroinomani: una situazione esplosiva
Caso Chioschi: i cantieri esistono già, almeno in parte, e dopo otto mesi di sequestro preventivo in una situazione giudiziaria tutt’altro che definita sono in totale degrado. Sono messi molto peggio di quella striscia del Parco della Rimembranza che scorre lungo viale Muratori. È stato più volte detto e scritto, tutta la città lo sa, i controlli delle forze dell’ordine vengono fatti, ma l’impasse in cui si trova un iter di verifiche che deve raggiungere una conclusione con un punto fermo fa sì che i chioschi restino in balia di sbandati, balordi e spacciatori: per constatarlo basta fare una passeggiata.
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Venendo dal Monumento ai Caduti, si incontra il primo cantiere sequestrato. È il Chiosco del Cedro, una costruzione nuova di zecca, mai esistita prima come baracchina, di fronte alla ex Questura. Quattro steccati della rete metallica di recinzione sono stati abbattuti e dentro si trovano segni di pasti fatti da qualcuno in cerca di un tetto, anche se provvisorio.
Il secondo cantiere sequestrato è quello di Elio. Ed è l’unico perfettamente tenuto per il semplice fatto che non è stato costruito niente se non un piccolo buco e al suo interno la vegetazione del parco è rimasta intatta e in un certo senso persino preservata.
Arrivando all’incrocio con via De’ Fogliani, si trova l’Ex Tosco, in concessione ad Andrea Galli, consigliere comunale di centrodestra e candidato alle regionali. La recinzione è stata abbattuta da un angolo e all’interno si trovano un materasso e un bastone vicino (segno che chi ci dormiva si doveva difendere) nonché degli stracci, delle bottiglie e rifiuti vari. È un luogo di accampamento, come Galli stesso ha più volte segnalato.
Infine, si trova il cantiere di Bobotti, il più grande e il più vandalizzato di tutti. È stato sfondato sul retro, al punto che oggi c’è una vera spianata di accesso sulle rotaie del trenino per i bambini, e la recinzione davanti è tutta piegata. Qui abbiamo trovato addirittura i resti di scippi e furti: una borsetta e una patente di guida oltre ad alcune tessere, il tutto consegnato alla polizia. Qui ci sono segni ovunque di un ricettacolo sicuro e fuori da occhi indiscreti per gli eroinomani: per terra pezzi di stagnola, cucchiaino, siringhe.
«Certo che i chioschi sono in degrado - spega Galli - il Comune ci ha obbligato a rifarli con un grosso carico di spese per noi e ora il tribunale cui ha anche costretto a sorvegliarli come custodi delle aree sotto sequestro. Prima la beffa e ora il danno. Al Tosco facciamo controlli. Io stesso ho fatto più di dieci segnalazioni e ho fatto pulire tre volte a mie spese. Ma come si fa a garantire un controllo giorno e notte?»
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