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Il primo cantiere

Enrico Grazioli

Di annunci ottimistici e un po’ roboanti è strapiena la nostra politica; un po’ meno negli ultimi tempi, di accordi siglati concertando tra le parti impegni, obiettivi e un minimo...

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Di annunci ottimistici e un po’ roboanti è strapiena la nostra politica; un po’ meno negli ultimi tempi, di accordi siglati concertando tra le parti impegni, obiettivi e un minimo di strategia. Quindi, si può dire che il “Patto per la crescita” di Modena firmato nei giorni scorsi tra il Comune e tutte le rappresentanze della comunità locale ha già in sé qualcosa di buono: almeno nello spirito, nel clima di corresponsabilità che accantona i contrasti e le diverse vedute nella speranza di (ri)costruire un sistema duramente messo alla prova. Era uno dei primi propositi del sindaco Muzzarelli e la tabella è stata rispettata: ora, indicata la meta, si tratta di percorrere il cammino che di per sé vale quanto l’approdo.

Nell’immediato fa notizia lo sblocco di alcuni cantieri, respiro e lavoro per qualche centinaia di persone: anche se incombe su ogni progetto l’ombra della riduzione dei trasferimenti e il braccio di ferro tra amministrazioni e governo centrale per non doversi in loco vestire da gabellieri sussidiari. Ma perché la crescita sia davvero intelligente (e di conseguenza sarà anche sostenibile e inclusiva, come titola il protocollo) va posta mano in primo luogo ai regolamenti che impaludano la pubblica amministrazione, gonfiano la burocrazia e i costi mai ben conteggiati da essa derivanti, demoralizzano chiunque abbia un’idea da mettere in pratica.

Che non significa liberi tutti di fare ciò che pare, ma almeno qualche prigioniero in meno di tempi biblici, sovrapposizione di competenze, sacche di piccolo potere di interdizione di cui qualcuno si avvantaggia ma non è certo la comunità nel suo complesso. E’ la parte più impegnativa che tocca al sindaco e alla sua maggioranza, il primo terreno su cui gli interlocutori misureranno la propria disponibilità a proseguire insieme quel cammino. Diversamente faranno come hanno fatto, spesso, fino ad ora: arrangiandosi, sfruttando rendite di posizione per piccoli cabotaggi, rifugiandosi in molti casi dietro l’alibi delle incrostazioni pubbliche per nascondere la ruggine del privato. E’ il cantiere della semplificazione, nella legalità e per l’efficienza, il primo da sbloccare.

@engraz

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