Julien, una sfida a colpi di grigliata
Baraldi ha partecipato al talent di DMax sull’arte del barbecue
È stato il primo concorrente eliminato dal talent show “I re della griglia”, in onda su Dmax, (ch. 136/137 Sky), ma ha ugualmente fatto valere le proprie doti di esperto di cucina. Julien Baraldi ha 33 anni, vive a Finale ed è nato da mamma franco-caraibica e da papà finalese: lavora nella ditta edile azienda di famiglia, convive con Claudia e con i loro due 2 figli, Camilla Carlotta, 11 anni, ed Edoardo, 2 anni. Tra le grandi passioni di Julien c’è il barbecue, cui si è avvicinato tre anni fa seguendo un programma tv americano dedicato proprio alla griglia, e frequentando successivamente diversi corsi specializzati. Il suo piatto forte sono i filetti di faraona ripiena tipici della tradizione emiliana ma grigliati sul barbecue americano, affiancato da diverse salse con avocado e altri ingredienti esotici che fanno onore alle sue origini. Julien griglia praticamente tutti i giorni e un po’ di tutto, dalle verdure alla paella, alla pasta risottata. Ha costruito una griglia di tipo tradizionale, che ha chiamato ‘Inferno’ con un braciere di legna, lunga 2,5 x 1 metro. Tuttora in gara, al talent c’è un altro emiliano: si tratta di Luca Bini, di Bonacompra della stessa squadra Pigboss di Julien, con sede a Finale.
Julien, com'è nata in te la passione per la cucina e, in particolare per la griglia?
«La passione per la cucina deriva dalla mia zona, l'Emilia, terra di buon cibo e prodotti genuini. Mentre la passione per il barbecue è nata guardando trasmissioni televisive di cucina americana. La griglia per me significa passione e divertimento allo stesso tempo. Ogni giorno dedico a questo tipo di cottura almeno un po' del mio tempo!»
Che cosa porti delle tue origini caraibiche sulla tavola? E a quali piatti dà vita questo connubio tra Finale Emilia e i paesi latini?
«La cosa principale che riporto delle mie origini in alcuni dei miei piatti è l'incrocio dei sapori tra il dolce e il salato».
Quali sono le caratteristiche e i piatti che hai fatto conoscere in trasmissione e al pubblico?
«Essendo uscito alla prima puntata non ho avuto l'opportunità di far conoscere al pubblico quello che sono realmente e nessuno dei piatti che mi caratterizzano».
Cosa ti è piaciuto di più dell'esperienza televisiva?
«La cosa più bella è stata conoscere gli altri concorrenti che arrivavano da ogni parte d'Italia, con un bagaglio culinario diverso. Stare a stretto contatto con loro e con lo staff ha creato un bel legame».
Nel 2012 Finale è stata teatro del terremoto: in quell'occasione, però, si è riscoperta la voglia di fare comunità e sono passate alla storia le lunghe tavolate di cittadini che, uniti, si facevano coraggio. Hai cucinato per una di quelle occasioni del dopo sisma?
«Durante quel periodo a Finale molte abitazioni non erano agibili e gran parte della popolazione era accampata in ogni parte del paese. Io, insieme all'aiuto di tante altre persone, preparavo pranzi e cene per stare tutti insieme in un momento così drammatico».
Serena Arbizzi
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