«Ora dimenticatevi il posto fisso»
Formigine. Pienone in auditorium per l’incontro con il giornalista Alan Friedman
FORMIGINE. Un fiume in piena. Si potrebbe descrivere così l’intervento di Alan Friedman all’Auditorium Spira Mirabilis. Davanti a un folto pubblico, il giornalista economico newyorchese ha parlato di “giaguari da smacchiare”. Il riferimento è sia al suo libro sia alla celebre frase pronunciata da Pierluigi Bersani. L’ospite ha subito attaccato il presidente della Repubblica. «L’ultimo giaguaro sarà smacchiato quando Giorgio Napolitano sarà andato via», ha detto Friedman. Come successore «sarebbe bello Prodi o la Bonino». Per il corrispondente dell’International Herald Tribune il premier Renzi è «l’unico in grado di salvare l’Italia», mentre il nostro Paese è «una macchina che non funziona più: c’è il rischio di esclusione sociale per un terzo degli italiani. Per tanti anni c’è stato il malgoverno e c’è rassegnazione: i giovani stanno a casa fino a trentacinque o quarant’anni». Davanti al sindaco Maria Costi e vari assessori, Friedman ha rilanciato l’idea di accorpare i Comuni al di sotto di quindicimila abitanti («si risparmierebbero due miliardi in più»). Grandi applausi quando il giornalista ha affermato che sarebbe bene «rinunciare a metà delle spese degli F35 per dare un minimo di sostegno vitale alle famiglie in difficoltà. Tagliamo quei maledetti F35, l’Italia ha altri problemi: con 13.350 milioni si può fare tanto». Se la legge di stabilità «va nella direzione giusta», c’è stato un vivace confronto con il pubblico sul tema dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «È il simbolo di uno scontro ideologico - ha detto Friedman sul palco, rispondendo alle questioni di un giovane - il posto fisso non è più una garanzia nella vita. Citando Renzi, è come cercare di mettere un gettone in un iPhone. Discutere dell’articolo 18 è solo una perdita di tempo». L’ex sindaco è stato apprezzato «per il suo perseguire la terza via, come Clinton o Blair. Non è un angelo, ma è l’unico leader che può risollevare l’Italia in questo momento della storia». Tra i «dinosauri» compare la Cgil, definita «un piccolo partito di pensionati: la Camusso parla con un linguaggio da anni Settanta, arrampicandosi sugli specchi della storia». Oltre alla lotta agli sprechi, l’ospite ha rilanciato la riduzione dell’Irpef («può fare bene per il Paese»), restando dubbioso sull’Irap: «sei miliardi sono forse troppo pochi, ma era il massimo che si poteva fare». (g. f.)
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