Sanità, la rivoluzione che sta per cominciare
La popolazione invecchia, aumentano le cure e l’assistenza a domicilio Tutto ruoterà intorno a quattro Case della salute, dove si farà anche prevenzione
La sanità modenese cambia. Cambia nei modi, concentrandosi sulle Case della salute, cambia nei mezzi, seguendo la ricerca e la tecnologia, ma cambia soprattutto per un motivo: cambia perché cambiano i suoi pazienti.
L'età media che si alza, un numero sempre più elevato di anziani con malattie degenerative e l'incidenza dei pazienti oncologici. Dati in aumento - come spiegato nelle tabelle riportare in questo servizio - che evidenziano come l'incidenza sul numero di malati sia in crescita. Che fare? La sanità si deve adattare e lo sforzo che si sta cercando di fare nell'ottica delle cure a domicilio è ciò che maggiormente sembra essere funzionale alla risposta da dare ai pazienti.
Entrando nel merito delle scelte, la direttrice generale dell'Azienda Usl Mariella Martini ha spiegato che «l'elemento caratterizzante è l'impegno a strutturare l'offerta di servizi su quattro poli che coincidono con i quattro quartieri in cui nasceranno le Case della salute (due già definite, le restanti due lo saranno entro della legislatura). Le Case della salute - ha detto - costituiscono l'hardware e il software dell'offerta dei servizi sanitari. L'hardware è costituito dai 142 medici di medicina generale che già lavorano in rete e dai 27 pediatri di libera scelta, articolati in forme associative di tipo strutturale o funzionale. Tutti loro faranno riferimento alle Case della salute; le altre componenti sono infermieri, ostetriche, psicologi e assistenti sociali in collaborazione con il Comune. Farà riferimento alle Case della salute anche l'assistenza domiciliare che offre già risposte importanti: nel 2013 sono state assistite a domicilio 4300 persone, la maggior parte con più di 75 anni; 316 erano pazienti oncologici complessi; 42mila sono stati gli accessi a domicilio effettuati dai medici, 48mila da parte di infermieri. Quindi l'assistenza intensiva erogata a domicilio è uno dei pilastri delle cure sul territorio - ha continuato Martini - ma se vogliamo una progressione quanto più lenta possibile della malattia, abbiamo bisogno di modelli diversi: la medicina d'iniziativa prevede di elaborare protocolli e modelli di comportamento, anche per quanto riguarda l'alimentazione e lo stile di vita, e l'organizzazione per i pazienti di controlli periodici, oltre a iniziative di educazione terapeutica. Tutto ciò sarà fatto con il supporto logistico delle Case della salute; stesso discorso per il Puas, con cui si gestiscono le dimissioni protette. Inoltre, nelle Case della salute non si farà solo sanità, ma anche promozione della salute attraverso la partecipazione dei cittadini e l'intervento diretto delle associazioni di volontariato».
Infine, Martini ha accennato «all'impegno congiunto delle due aziende sanitarie a trovare una sede alternativa per i poliambulatori ospitati in via del Pozzo, il cui edificio avrebbe dovuto essere dismesso quest'anno, ma il terremoto ha costretto a posticipare. Una parte dei servizi sarà dislocato nelle due Case della salute che nasceranno per prime, mentre altre attività sanitarie saranno ospitate nel corpo principale del Policlinico. Tutto questo una volta che il Policlinico sarà completamente restaurato, nel giro di due anni.
La Casa della Salute della Zona Nord sarà edificata dall'Ausl con un finanziamento di 5,8 milioni su un terreno di via Fanti che l'Azienda ha già acquisito. I lavori inizieranno a luglio 2015 e il termine si prevede entro il 2017.
La Casa della salute della Zona Centro si configura, invece, come struttura di "piccole" dimensioni. Avrà sede all'ex Ospedale Estense, «dove permangono in parte le attività del distretto sanitario; occorrerà quindi innanzitutto definire la collocazione dei 1700 metri quadrati da destinare alla struttura sanitaria coerentemente alla valorizzazione dell'intero complesso. Sarà quindi necessario rivedere l'Accordo di Programma e il relativo protocollo attuativo aggiornato nel 2010». In tal senso, la Giunta proporrà al Consiglio comunale una delibera di revisione. «Una volta individuata la ripartizione delle aree destinate a Comune e Ausl, quest'ultima procederà alla progettazione definitiva dell'intervento e all'ottenimento dei pareri (previsti per febbraio 2015), alla progettazione esecutiva e all'affidamento dei lavori; l'ultimazione è attesa per il mese di aprile 2016. Per garantire una copertura uniforme della città, sono inoltre previste due ulteriori Case della Salute, rispettivamente nelle zone Ovest e Est».
Per quanto riguarda le sedi distrettuali di proprietà dell'Amministrazione comunale e concesse all'Ausl (Centro prelievi e Centro salute mentale di via Newton, Neuropsichiatria Infanzia e adolescenza in via Viterbo, Consultorio di viale Molza, Consultorio di via don Minzoni e due appartamenti protetti), la giunta proporrà al consiglio di confermare il comodato gratuito all'Azienda sanitaria che si impegna ad effettuare i lavori di adeguamento e messa a norma delle sedi: «Anche in questo caso l'importanza del primo accesso è fondamentale, basta vedere quante donne si sono rivolte ai consultori per avere risposte e indicazioni utili al loro percorso».
Infine, per consentire lo svolgimento delle attività sanitarie attualmente ospitate in sedi in trasformazione o ristrutturazione, il Comune concederà l'uso gratuito della sede Torrenova per il periodo necessario. (d.b.)
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