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Una foto una storia

Il medico innamorato dei papillon

di Laura Solieri
Il medico innamorato dei papillon

Nunzio Borelli di Medolla racconta la passione per “le farfalle che non volano” e i suoi incontri più belli

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Un medico di famiglia, inventore e con una particolare passione per le “farfalle che non volano”.

Nunzio Borelli di Medolla, presidente del Circolo medico Merighi, si racconta a “Una foto, una storia” scorrendo con noi le immagini di un'insolita e variopinta collezione, messa insieme negli anni grazie agli amici e ai viaggi in giro per il mondo.

«Sono un amante dei papillon: ho oltre un centinaio di “farfalline” da mettere al collo, ognuna con colori e disegni di grande impatto visivo; ciascuna ha il proprio nome, che esprime ciò che quel nodo ha suscitato in me risvegliando l'empatia con il bello. Ogni volta che un amico va a farsi un viaggio è diventata consuetudine che mi porti in regalo un papillon!».

Tra questi, c'è il papillon Marta, dal nome della moglie e Mutinae, dedicato alla nostra città, visibili insieme ad altri 97 esemplari nel libro “È una farfalla ma… non vola”, dedicato all'amata collezione di Borelli.

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«Nel febbraio del 2003 ho regalato questo libro a Romano Prodi, allora presidente della Commissione Europea, e lui mi ha ringraziato con una lettera straordinaria che custodisco gelosamente».

Non solo medico, non solo collezionista ma anche inventore: «Mi sono scoperto inventore con un amico che purtroppo non c'è più - racconta Nunzio mostrando l'oggetto della sua invenzione - Ho quattro figli e consumiamo un sacco di sapone liquido! Avete mai pensato a quanto sapone va sprecato perché rimane nel fondo del contenitore? Io ho calcolato fino al 10% del contenuto di un flacone. E così ho brevettato un contenitore, che grazie al suo fondo a forma convessa, consente di utilizzare tutto il prodotto».

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Tanti incontri, tante foto come quella che ritrae Nunzio in compagnia dello chef superstellato Massimo Bottura, ospite del circolo medico di cui è presidente scattata nel settembre 2012.

Ma ci sono anche altre celebrità e personalità nel suo album dei ricordi.

«Un momento particolarmente emozionante della mia vita di medico è quando ho incontrato Rita Levi Montalcini che mi ha fatto una dedica che conservo ancora nel mio ambulatorio - racconta Nunzio sfogliando il suo album di fotografie - ho sempre avuto in me la voglia di aiutare le persone e diventare medico è stata la risposta più esatta che potessi dare a questo desiderio. Voglio ringraziare tutti i medici di famiglia dell'Area Nord perché insieme siamo una potenza vera: lo abbiamo dimostrato in occasione del terremoto che ci ha visto costantemente impegnati a servizio dei nostri pazienti e di tutta la popolazione colpita, nelle tendopoli dei vari comuni».

Dopo il sisma tante patologie sono state evidenziate e il suo impegno continua: «Il nostro grande obiettivo adesso è la costruzione dell'Hospice a San Possidonio, per il quale stiamo organizzando eventi di raccolta fondi».

«L'Hospice - conclude Borelli - è una struttura residenziale inserita nella rete dei servizi territoriali che si vorrebbe realizzare per rispondere alle necessità dei pazienti in fase avanzata e progressiva della malattia e ai bisogni delle loro famiglie».

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