Burocrazia, fattore decisivo della crisi per 3 imprese su 4
Il 75% ritiene che sottragga tempo e risorse al lavoro Fiducia nell’attuale governo. Prioritaria la riforma del fisco
Non soltanto un impatto economico notevole, ma anche una percezione che influisce sull'attività di impresa. Per il 75% delle imprese prese in esame dalla Cna di Modena, la burocrazia è tra i fattori della crisi. Il Centro Studi dell'associazione ha realizzato un sondaggio che ha coinvolto 2.400 imprese, molte di queste sul nostro territorio, per i tre quarti delle quali la burocrazia è tra i principali fattori responsabili della decrescita economica dell’Italia. Burocrazia intesa, per la maggioranza degli intervistati (il 72%), come complessità degli adempimenti. La difficile comprensibilità delle norme sottrae un tempo rilevante all’attività aziendale: per il 41,8% delle imprese, si arriva fino a tre giorni al mese (24 ore lavorative) ma nel 30,7% dei casi, vengono impiegate fino a cinque giornate al mese (40 ore lavorative). Tempo che – tradotto – significa maggiori costi. Sistri, responsabilità solidale negli appalti e spesometro sono considerati gli adempimenti più odiosi e complicati (soltanto per l’adempimento degli obblighi relativi alla responsabilità solidale le imprese affrontano un costo calcolato in 1,2 miliardi di euro). Una situazione che negli ultimi anni non è migliorata, visto che il 75% delle imprese ha una percezione negativa delle presunte operazioni di semplificazioni introdotte dai governi che si sono succeduti negli ultimi sei anni. Ma c’è fiducia, visto che un’impresa su due ritiene che l’attuale governo potrà ridurre significativamente il carico burocratico che grava sul sistema produttivo. Il giudizio critico sulla burocrazia trova conferma quando agli imprenditori viene chiesto di elencare le riforme dell’agenda di governo ordinandole per priorità in un ventaglio ristretto di materie cruciali nella vita delle imprese: il fisco, il lavoro, la giustizia e la pubblica amministrazione. In cima alle aspettative delle imprese ci sono le riforme del fisco e del lavoro. Si tratta di un risultato scontato: il peso del fisco sulle imprese italiane (sintetizzato dal cosiddetto total tax rate che secondo stime Cna può raggiungere in alcuni casi il 74,4% ) è tra i più alti d’Europa e lo stesso vale per il costo del lavoro. La riforma del fisco risulta poi ampiamente prioritaria tra le imprese con meno di 10 addetti (lo è per il 46,4% delle imprese intervistate), mentre quella del lavoro viene auspicata (prioritaria per il 32,1% del campione) soprattutto tra le imprese con più di 10 addetti, nelle quali operano più frequentemente lavoratori dipendenti. È invece sorprendente che la necessità di riformare in tempi brevi la PA trovi il consenso di una quota non irrilevante di imprenditori (il 14,4%), a conferma della consapevolezza che lo snellimento della pubblica amministrazione rappresenti un fattore strategico per incrementare la competitività del Sistema Italia.
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