«Capisco il disagio, ma condanno il gesto»
Giovanni Gargano, assessore alla Sicurezza e uomo di grande sensibilità, ha avuto il coraggio e la decisione necessari a bloccare il tunisino. Era anche lui in municipio in quei concitati momenti e...
Giovanni Gargano, assessore alla Sicurezza e uomo di grande sensibilità, ha avuto il coraggio e la decisione necessari a bloccare il tunisino. Era anche lui in municipio in quei concitati momenti e ha scelto di intervenire. Gargano è riuscito a bloccare l’uomo sul pianerottolo, evitando che continuasse a seminare il panico tra cittadini e dipendenti.
«Prima di tutto l’ho convinto a venire nel mio ufficio - ricorda - se avesse acceso l’accendino avrebbero preso fuoco diverse zone del municipio visto che la benzina era sparsa ovunque. Gli ho poi chiesto l’accendino, era una condizione necessaria per poterlo ascoltare. Ho raccolto le sue rimostranze, le lamentele, i pensieri: ha tantissimi problemi. Se da un lato posso anche capire la rassegnazione e la disperazione, dall’altro non posso certo giustificare quanto ha tentato di mettere in pratica. Ci sono, nel nostro Comune come in qualunque altro, degli iter e dei percorsi precisi attraverso cui manifestare i propri problemi, cercando pure di ottenere un sostegno o un supporto per uscire dall’indigenza. Quelle sono le strade percorribili, mentre le minacce e i gesti estremi, seppur soltanto abbozzati e magari mai praticabili, non possono essere accettati in alcuna maniera, anzi vanno condannati senza giustificazione anche perché non risolvono le questioni. Questo principio deve essere chiaro: non è con le minacce o i gesti estremi che si ottiene udienza o sostegno». (f.d.)
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