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Casa Fantini, un futuro per il cantiere dimenticato

Casa Fantini, un futuro per il cantiere dimenticato

Cinque anni fa sembrava tutto fatto per il centro disabili con alloggi e palestra Poi lo stop e il degrado. Ora si vuole realizzarlo dando in cambio immobili

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SASSUOLO. Nel 2009 sembrava cosa fatta, appalto già assegnato, area recintata e lavori ad un passo dal cominciare. E invece nel 2014 il consiglio comunale si è ritrovato ancora a parlare di Casa Fantini o meglio del nuovo Centro socio-riabilitativo per disabili che avrebbe dovuto sostituire la vecchia struttura e che doveva sorgere a Madonna di Sotto ma non è mai partito. Non si trattava solo di un centro disabili, ma di un progetto in grado di dare un'autentica svolta al trattamento di diverse problematiche e sostegno alle famiglie delle persone colpite. Includeva infatti il centro socio-riabilitativo vero e proprio con dieci camere singole e cinque doppie, più locali per personale, lavanderia; un centro riabilitativo diurno da 400 metri quadrati; 5 appartamenti al secondo piano, per 320 mq., da assegnare a disabili in grado di provvedere, se assistiti, alle proprie necessità domestiche, o per famiglie di ospiti con particolari difficoltà; infine un centro di aggregazione sociale da 100 mq., una palestra, una serra. Tutto per migliorare la vita di persone colpite da infermità di tipo mentale o fisico e delle loro famiglie. Il progetto riguarda i Comuni del distretto ceramico, ma nel 2009 si è bloccato. Giorgio Barbieri della lista Sassuolo 2020, nei giorni scorsi ha chiesto perché, il sindaco Pistoni ha risposto e dato possibili soluzioni. Il progetto si è fermato a causa delle nuove procedure di accreditamento delle strutture sanitarie che hanno cambiato certi valori. L'opera era prevista a costo zero per i Comuni, a parte la quota di ammortamento dell'immobile, che è appunto la cifra modificata, al punto da non far più quadrare i conti dei Comuni, di Sassuolo in particolare, in quegli anni alle prese con la crisi di liquidità di Sgp. «Intendiamo ripartire - spiega il sindaco Pistoni - perché questa è una delle strutture essenziali per il futuro di quelle persone che rientrano nelle fasce più deboli e bisognose di assistenza. Abbiamo incaricato recentemente uno studio di commercialisti di rivedere le quote di ogni Comune e di prevedere la possibilità che vengano saldate non più con liquidi ma con immobili. Se questa ipotesi avrà un futuro, i lavori partiranno in breve tempo, se invece non dovesse funzionare, si ripartirà daccapo col progetto, con la ferma intenzione di portarlo a termine. Va detto che alcuni dei piani inclusi in questa programmazione, per esempio il progetto “Dopo di noi”, che prevede un sostegno a persone disabili quando non potranno più averlo dalle famiglie, possono comunque procedere, anche se la struttura li avrebbe resi più agevoli». L'ipotesi di utilizzare immobili di proprietà comunale per la quota spettante al Comune di Sassuolo nel progetto, ricalca quanto Pistoni ha già spiegato in diverse occasioni, a proposito dell'ottimizzazione delle proprietà comunali: «Stiamo finendo una mappatura di tutto il patrimonio, che si è rivelata tutt'altro che facile. Ci sono strutture irrinunciabili, altre che rappresentano solo un costo. Intendiamo fare ordine in questo elenco, valorizzando ciò che lo merita, dismettendo le sedi in affitto e alienando le proprietà che non verranno giudicate strategiche».

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